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Kuwait, arrestato il giornalista e docente dell’UniBa Ahmed Shihab-Eldin: è accusato di fake news sulla guerra

Il giornalista e documentarista kuwaitiano Ahmed Shiab-Eldin, docente di comunicazione e storytelling dell’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, è stato arrestato in Kuwait «per aver commentato una foto della guerra in Iran sui social».

L’arresto è avvenuto il 3 marzo scorso mentre il giornalista «era in visita alla famiglia». È accusato di «diffusione di notizie false e minacce per la difesa nazionale». A denunciarlo è Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che definisce l’accusa «falsa e pretestuosa, usata dal regime per mettere a tacere giornalisti e dissidenti».

A riferire l’accaduto era stato il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj).

Ahmed Shihab-Eldin ha collaborato con il New York Times, la Pbs e Al Jazeera English e, spiega l’organizzazione per la tutela della libertà di stampa, non avrebbe pubblicato nulla online né sarebbe stato visto in Kuwait dal 2 marzo.

Mentre le autorità hanno citato motivi di sicurezza, l’organizzazione per la tutela della libertà di stampa ha criticato la «censura sempre più rigida sulla stampa». Secondo il Cpj, uno dei post recenti di Shihab-Eldin includeva un video geolocalizzato, verificato dalla Cnn, che mostrava lo schianto di un aereo da caccia statunitense vicino a una base aerea americana in Kuwait.

«Chiediamo al Kuwait di rilasciare Ahmed Shihab-Eldin e di ritirare tutte le accuse contro di lui», ha dichiarato Sara Qudah, direttrice regionale del Cpj, aggiungendo che il suo caso «riflette un modello più ampio di utilizzo delle leggi sulla sicurezza nazionale per soffocare il controllo e manipolare la narrazione».

Centinaia di persone sono state arrestate in tutto il Golfo, mentre gli Stati cercano di limitare la diffusione di filmati che mostrano gli effetti degli attacchi iraniani, inclusi eventuali danni o intercettazioni.

Fratoianni, intanto, invita «cittadine e cittadini insieme alle istituzioni italiane ed europee ad alzare la voce per chiedere l’immediata liberazione di Ahmed. Il giornalismo – conclude – non è un crimine, l’informazione è un diritto umano».

In una nota, l’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, esprime la propria solidarietà ad Ahmed Shihab-Eldin.

L’Università, si legge, «richiama il diritto fondamentale a non subire molestie per le proprie opinioni e alla libertà di espressione, sancito dall’articolo 19 del Patto sui diritti civili e politici delle Nazioni Unite di cui il Kuwait è parte» e «ribadisce che ogni individuo accusato penalmente ha diritto ad essere tradotto al più presto dinanzi a un’autorità giudiziaria indipendente e a essere giudicato entro un termine ragionevole, nonché a ricorrere a un tribunale affinché questo possa decidere senza indugio sulla legalità della sua detenzione (articolo 9 del Patto sui diritti civili e politici della Nazioni Unite)».

L’Università di Bari chiede, dunque, «che Ahmed Shihab-Eldin sia prontamente rilasciato e confida che il processo volto a verificare la fondatezza delle accuse nei suoi confronti si svolga in tempi brevi e nel rispetto assoluto del diritto fondamentale al giusto processo».

Leccese: «Il Governo faccia il possibile per far luce sulla vicenda»

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, chiama in causa il Governo italiano, invitandolo a «fare tutto il possibile per far luce sulla vicenda, nel rispetto delle leggi e della giustizia internazionali».

Il primo cittadino evidenzia che «in un momento storico segnato da continue violazioni di diritti che credevamo inalienabili, l’impegno riconosciuto di Ahmed Shihab-Eldin per l’informazione e il diritto di cronaca, specie sulla questione palestinese e iraniana, rischia di essere assimilato a un crimine. Da quasi due anni – rimarca – assistiamo a un’escalation di violenze e abusi commessi in spregio delle libertà fondamentali di ogni individuo: quello di Shihab-Eldin sembra l’ennesimo caso di una voce scomoda che si vuole mettere a tacere».

Leccese sottolinea che «l’informazione e il giornalismo indipendente sono sotto attacco da troppo tempo nel silenzio generale: dobbiamo evitare a tutti i costi che il nome di Ahmed Shihab-Eldin si aggiunga a quelli delle centinaia di giornalisti uccisi nei due anni di guerra in Palestina».

La Farnesina: «Seguiamo il caso»

Il ministero degli Esteri italiano «segue con la massima attenzione il caso del giornalista Ahmed Shiab-Eldin, che collabora con l’Università di Bari, arrestato il 3 marzo per aver diffuso sui social video relativi a lanci di razzi e droni nel contesto della guerra in Iran».

Il giornalista, spiega la Farnesina, sarebbe stato arrestato analogamente a quanto avvenuto per altre decine di persone che hanno pubblicato video ritenuti in grado di mostrare obiettivi sensibili e di mettere quindi a rischio la sicurezza del Paese, in contrasto con le disposizioni della normativa kuwaitiana.

L’ambasciata d’Italia in Kuwait è in contatto con le autorità locali, «che stanno svolgendo indagini sugli interessati per escludere ogni intento malevolo».

Le autorità kuwaitiane, aggiunge la Farnesina, hanno rafforzato i controlli nel contesto della crisi in corso, con indagini che hanno portato allo smantellamento di alcune cellule operative affiliate ad Hezbollah.

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