Si trasforma in una doppia tragedia il mistero dei turisti italiani dispersi alle Maldive. Durante le operazioni di soccorso nell’atollo di Felidhey, ha perso la vita il sergente maggiore Mohamed Mahadi, un subacqueo d’élite delle Forze di Difesa Nazionali maldiviane (Mndf). Il militare si era immerso in mattinata nel tentativo di localizzare i corpi dei connazionali, ma è stato colto da un grave malore durante la risalita. Trasferito d’urgenza in ospedale in condizioni disperate, il sub è deceduto poco dopo, come confermato ufficialmente dalle stesse forze armate su X.
L’indagine sulla dinamica
Mentre le ricerche della Mndf proseguono in un clima di profondo cordoglio, i riflettori degli inquirenti si spostano sulle cause dell’incidente che ha coinvolto il gruppo di cinque italiani. Secondo quanto riportato dal sito di informazione locale Edition, le autorità maldiviane hanno aperto un’inchiesta formale per accertare i motivi per cui la comitiva si sia spinta oltre i 30 metri di profondità, limite massimo inderogabile stabilito dalle rigide normative locali per le immersioni turistiche e sportive nel Paese.
Il superamento di questa soglia di sicurezza viene considerato dalle autorità locali la chiave per comprendere la dinamica dell’incidente subacqueo che ha portato alla sparizione dei quattro connazionali (mentre un quinto componente del gruppo sarebbe l’unico superstite o testimone oculare).
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza anche il ministero del Turismo delle Maldive. Attraverso una nota ufficiale, il governo di Malé ha ricordato che «il mantenimento della sicurezza nel settore turistico è una responsabilità imprescindibile di tutti gli operatori», sollecitando il massimo rigore nell’applicazione delle leggi vigenti e annunciando imminenti e drastici provvedimenti per inasprire ulteriormente gli standard di sicurezza in mare.
