Iran e Oman trattano un nuovo sistema per regolare il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati al mondo per il commercio energetico internazionale. Ad annunciarlo è stato Ali Bagheri, vice capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, spiegando che Teheran e Muscat stanno lavorando a «un nuovo meccanismo» che cambierà le regole di transito rispetto al periodo precedente al conflitto tra Iran e Stati Uniti.
Parlando ai giornalisti a Mosca, Bagheri ha precisato che «le condizioni e le procedure saranno completamente diverse» da quelle adottate finora nello stretto, attraversato ogni giorno da petroliere e navi commerciali dirette verso i mercati internazionali. La dichiarazione arriva in un momento di forte tensione geopolitica nell’area del Golfo Persico, dove il controllo delle rotte marittime rappresenta uno degli equilibri più sensibili per la sicurezza globale e per il mercato del petrolio.
Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Isna, Bagheri ha affrontato anche il tema dei rapporti con Washington e della richiesta statunitense di riaprire completamente il traffico attraverso Hormuz. «I contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti continuano», ha dichiarato il dirigente iraniano, lasciando intendere che il dossier sullo stretto sia legato a un negoziato più ampio tra i due Paesi.
Teheran, infatti, condiziona un eventuale accordo alla soluzione complessiva delle questioni ancora aperte con gli Stati Uniti. «Possiamo raggiungere un’intesa su questa specifica questione solo se troveremo un accordo su tutti i temi in sospeso», ha aggiunto Bagheri.
