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Intossicati al cenone di San Silvestro, un’intera famiglia in ospedale in Abruzzo: ricoverati anche due minori

Dopo il caso della morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia 15enne Sara Di Vita, a Pietracatella, in provincia di Campobasso, un nuovo caso di intossicazione alimentare si è registrato a Villanova di Cepagatti, in provincia di Pescara, dove, dopo il cenone di San Silvestro, un'intera famiglia di sette persone, tra cui…
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Dopo il caso della morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia 15enne Sara Di Vita, a Pietracatella, in provincia di Campobasso, un nuovo caso di intossicazione alimentare si è registrato a Villanova di Cepagatti, in provincia di Pescara, dove, dopo il cenone di San Silvestro, un’intera famiglia di sette persone, tra cui ci sono anche due minori di 12 e 16 anni, è finita in ospedale.

L’allarme nel Pescarese è scattato durante la notte, quando l’intero gruppo familiare ha manifestato sintomi acuti di vomito e malessere generale.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorritori con quattro ambulanze del 118. Tre pazienti sono stati trasferiti al Santissima Annunziata di Chieti, mentre gli altri quattro sono stati ricoverati all’ospedale civile di Pescara. Attualmente i medici monitorano l’evoluzione del quadro clinico per identificare l’agente patogeno responsabile del malore.

Sul caso della 50enne di Pietracatella e di sua figlia 15enne, intanto, la Procura di Campobasso ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici – tra personale dell’ospedale Cardarelli e della guardia medica – con l’ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose per il decesso di madre e figlia. Sulle salme di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita è stata eseguita l’autopsia, ma i primi riscontri non hanno ancora sciolto i dubbi sulle cause esatte del decesso; per i risultati definitivi dei test tossicologici e istologici sarà necessario attendere alcune settimane.

Il procuratore capo, Nicola D’Angelo, ha richiamato alla massima cautela dichiarando: «Occorrerà esaminare ed analizzare i reperti e per questo bisognerà attendere i risultati ufficiali».

Gli inquirenti hanno proceduto al sequestro di 19 diverse tipologie di alimenti rinvenuti nelle abitazioni delle vittime, tra cui conserve artigianali, funghi, formaggi e piatti pronti. Le analisi specifiche sui campioni sono state affidate all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise. Migliorano, intanto, le condizioni di Gianni Di Vita, unico superstite della famiglia molisana, ancora ricoverato allo Spallanzani di Roma.

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