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Intesa Sanpaolo, utile record 8,2 miliardi. Messina: «Progetto solido sul Monte dei Paschi di Siena»

La banca archivia i primi nove mesi in crescita dell’8,1%. Approvato acconto cedola da 3,8 miliardi. In Borsa chiusura positiva per il titolo

Intesa Sanpaolo, utile record 8,2 miliardi. Messina: «Progetto solido sul Monte dei Paschi di Siena»
Intesa Sanpaolo (foto di repertorio)

Intesa Sanpaolo batte le stime e mette a segno il miglior utile netto dei nove mesi di sempre pari a 8,2 miliardi di euro, in aumento dell’8,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Numeri che consentono di alzare le stime del risultato netto per l’anno in corso a ben oltre 10 miliardi, nonostante «l’impatto fiscale di quasi un miliardo di euro della Legge di Bilancio 2026», spiega il ceo Carlo Messina. In Borsa il titolo ha chiuso in rialzo dello 0,57% a 5,99 euro.

Con l’approvazione dei conti, il consiglio d’amministrazione di Cà de Sass ha dato il via libera anche all’acconto sul dividendo di quest’anno per un importo complessivo di 3,8 miliardi di euro. Una decisione che ha portato all’incremento del rapporto di cambio per l’offerta per il Monte dei Paschi di Siena che passa da 1,6 a 1,664 azioni ordinarie di Intesa di nuova emissione per ciascun titolo di Mps portato in adesione all’Opas, in modo da neutralizzare l’effetto dello stacco dell’acconto della cedola.

L’incontro con gli analisti è stata l’occasione per il ceo di Intesa Sanpaolo di ribadire la «solidità del progetto per Mps» e sottolineare come l’esito dell’assemblea dei soci «rafforza la nostra fiducia sull’ operazione, grazie anche ad un messaggio chiarissimo arrivato dall’assemblea del Monte che ha bocciato tutte le proposte del management. Una cosa mai vista e che dimostra la diversa direzione tra azionisti e il management».

Monte Paschi

L’operazione con Mps porterà ad un nuovo gruppo che punta ad un utile netto superiore a 16 miliardi di euro nel 2029, con distribuzioni complessive agli azionisti stimate in circa 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, ovvero 11 miliardi in più rispetto a quanto previsto dal piano d’impresa di Intesa annunciato a febbraio. Quanto a Mediobanca il top manager ha ribadito l’intenzione di «continuare a investire nel marchio» dell’istituto di Piazzetta Cuccia e «nelle sue persone perché ha molto valore». L’operazione per il Monte si chiuderà tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 e appena «finita faremo l’offerta obbligatoria su Mediobanca». L’attenzione è rivolta anche alle decisioni che prenderà l’Antitrust verso le quali c’è una «posizione di fiducia totale» con l’esito finale che «dovrebbe essere in linea con la proposta fatta al mercato».

Guardando più strettamente ai conti, Intesa ha messo a segno dei risultati con una creazione di valore per tutti gli stakeholder ed un significativo ritorno cash per gli azionisti con 7,8 miliardi di distribuzione maturata nei nove mesi, di cui 6,1 miliardi come dividendi. Il gruppo registra, inoltre, 5,2 miliardi di imposte generate e 900 milioni di impatto dovuto alla Legge di Bilancio per il 2026. L’anno scorso «avevamo preso un accordo ed il governo non lo ha rispettato», sottolinea Messina secondo cui bisogna «evitare l’approccio populista secondo il quale prendere misure contro le banche crea consenso elettorale».