Tragedia in via Ruggero Marturano a Palermo. Due operai sono caduti da una gru e sono morti. I lavoratori sono caduti dal carrello che si è ribaltato. Stanno intervenendo i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e gli agenti della polizia. Un terzo operaio si sarebbe salvato finendo sui copertoni di un negozio di ricambio pneumatici. Nell’incidente è rimasto ferito anche un dipendente del negozio di pneumatici Gammicchia. Il cestello su cui stavano lavorano gli operai deceduti è caduto finendo sulla tettoia del gommista e ha colpito anche il lavoratore dell’esercizio commerciale. Gli operai stavano lavorando alla ristrutturazione del palazzo. Sarebbero caduti dal decimo piano.
La testimonianza di un residente
«Gli operai si trovavano nel cestello per eseguire lavori sulla facciata e i balconi quando sono caduti giù finendo sulla tettoia del gommista. Lì c’erano tre dipendenti che si sono salvati grazie ai copertoni che hanno bloccato la caduta del cestello». Così all’Ansa un residente nella zona dove sono morti due operai a Palermo. «Il bilancio poteva essere più grave – aggiunge – Uno dei gommisti di Gammicchia è rimasto ferito alla testa. Davvero una tragedia». In via Marturano si sono riversate centinaia di persone. Oggi non distante dal luogo della strage c’è un mercatino rionale molto affollato.
Le vittime sono Daniluc Tiberi Un Mihai, di 50 anni e Najahi Jaleleddine, di 41 anni. Secondo indiscrezioni uno dei due sarebbe originario della Romania, l’altro della Tunisia. Nell’incidente è stato colpito alla testa dal crollo del cestello l’operaio dell’officina Gammicchia Emanuele Parisi di 34 anni che è stato trasportato in ospedale a Villa Sofia con un trauma alla testa. Lui insieme ai colleghi è salvo grazie alla pila di copertoni che hanno attutito l’impatto della parte della gru che è caduta.
Il cordoglio e la battaglia dei sindacati
I sindacati chiedendo che vanga fatta luce sull’accaduto per «individuare i responsabili». La Cgil Sicilia, con il segretario confederale Francesco Lucchesi, sottolinea che «formazione, controlli anche dei mezzi e degli strumenti di lavoro, tutte cose che continuano a mancare in Sicilia» e chiede «l’immediata convocazione dell’osservatorio regionale su salute e sicurezza» e annuncia per il 6 maggio una propria iniziativa sul tema.
«Non ci stancheremo di batterci – aggiunge l’esponente sindacale – perché questa scia di sangue si arresti. Nonostante le denunce sindacali e gli incidenti che si verificano in continuazione si continua a procedere a rilento con le verifiche. Si contato in tutta la regione meno di un centinaio di ispettori e questa è una lacuna che va colmata quanto prima».
«Siamo molto amareggiati – osserva il segretario Fillea Cgil Palermo, Piero Ceraulo – l’ennesima gravissima strage di operai a Palermo. Non si può più accettare una situazione del genere». Il sindacalista parla di «ennesimo operaicidio nella nostra città ci dice a chiare lettere che questa tragedia senza fine sta diventando una piaga sociale» e «vanno individuate subito le responsabilità, senza vie di fuga per i colpevoli. Valuteremo anche con le altre sigle sindacali iniziative di mobilitazione e di confronto con le istituzioni. Ma la politica in tutto questo che fa?»
«Siamo avviliti, stanchi, con un dolore immenso e con il pensiero rivolto ai familiari, ai colleghi di questi due lavoratori morti in un modo assurdo e inaccettabile, e al terzo ferito», afferma la Cisl Palermo e Trapani. Il sindacato chiede «controlli a tappeto sull’uso dei dispositivi di sicurezza, l’applicazione delle normative e dei giusti contratti che tutelano i lavoratori, un maggior numero di ispettori, una costante programmazione sul tema della prevenzione e della formazione rivolte sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, un impegno comune tra le istituzioni e parti sociali per fermare la scia di sangue». Per Pasquale De Vardo della la Feneal Uil Sicilia la morte dei due operai «è l’ennesima tragedia inaccettabile che dimostra come la sicurezza sul lavoro non sia ancora una priorità reale». Il sindacato chiede «un immediato rafforzamento dei controlli nei cantieri, più investimenti in formazione e il rispetto rigoroso delle norme».
«La logica del risparmio – aggiunge De Vardo – non può mai tradursi in minori tutele per i lavoratori. Occorre fare piena luce su quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità. Dietro ogni vittima ci sono famiglie e comunità colpite duramente».










