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Il G7 in pressing su Putin: «È ora di firmare l’accordo con l’Ucraina». Allo studio nuove sanzioni

Trump assicura: «Farò ciò che è in mio potere». E incontra Zelensky. Kiev centra una raffineria nella regione di Mosca

Il G7 in pressing su Putin: «È ora di firmare l’accordo con l’Ucraina». Allo studio nuove sanzioni

«La Russia deve fare un accordo», parola di Donald Trump. Il tanto atteso bilaterale a margine del G7 fra il presidente Usa e Volodymyr Zelensky c’è stato ieri e ha avuto – per ora – il risultato di convincere il tycoon a intensificare le pressioni su Vladimir Putin. «Farò tutto ciò che è in mio potere», ha affermato, assicurando di voler dare seguito alla promessa che una volta incassato l’accordo con l’Iran il suo impegno sarà rivolto a porre fine «all’altra guerra».

I combattimenti

Sul terreno, intanto, si continua a combattere. Le forze ucraine rispondono agli attacchi russi su Kiev colpendo dove fa più male. La raffineria che distribuisce la più grande quantità di carburante nella regione di Mosca, situata alla periferia sud-est della capitale a pochi chilometri dal Cremlino, è stata presa di mira da un attacco di droni, proprio mentre si fa più grave la crisi nelle forniture di benzina ai distributori russi anche a causa dei raid delle forze di Kiev. Mentre dalla Manica giunge notizia di un episodio che potrebbe innalzare la tensione già esistente tra Mosca e Londra. L’equipaggio di uno yacht britannico ha segnalato un colpo di avvertimento che sarebbe stato sparato da una unità militare russa. La nave di Mosca sarebbe la fregata Admiral Grigorovich, che navigava in acque internazionali, 37 chilometri a sud dell’Isola di Wight. Non risultano feriti, né danni allo yacht.

Zelensky intanto è arrivato a Evian nel ruolo di uomo del giorno: dopo l’incontro con Macron è seguito il bilaterale con Trump senza telecamere. Il leader ucraino incassa l’impegno del G7 a non affievolire il sostegno a Kiev e a lavorare per nuove misure restrittive contro Mosca. Trump ha dichiarato che «presto potrebbero essere reintrodotte sanzioni sul petrolio russo», quelle che erano state temporaneamente revocate per far fronte alla crisi energetica provocata dal blocco di Hormuz. Al centro dei colloqui col leader ucraino – il giorno dopo il durissimo attacco russo su Kiev che ha colpito la Cattedrale della Dormizione – anche la possibilità di aprire un negoziato diretto con Putin, l’ipotesi di un vertice in campo neutro, magari negli Stati Uniti.

La replica

Ma la risposta secca del Cremlino è giunta proprio mentre Zelensky metteva piede a Evian: «Se lui vuole parlare in modo responsabile e serio, allora venga a incontrare Putin a Mosca», ha affondato Dmitry Peskov, portavoce dello zar. Ma il presidente ucraino non molla e, pur ammettendo come il dialogo sia «molto difficile», ha rilanciato l’ipotesi di un summit in campo neutro: «Si potrebbe fare in Svizzera, in Turchia, in un Paese del Medio Oriente». Intanto dalla sessione dei leader del G7 dedicata al dossier ucraino arrivano buone notizie per Kiev. Fonti italiane hanno riferito di impegno condiviso a «rafforzare il sostegno energetico e in materia di difesa aerea». E fonti diplomatiche francesi hanno confermato questa compattezza dei sette. Mentre Trump prima di lasciare Evian potrebbe incontrare per una seconda volta Zelensky: « Diciamo sempre le stesse cose: loro stanno continuando a combatteree a perdere i loro soldati».