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Il discorso di Putin nel Giorno della vittoria: «No a una guerra globale»

Il 75esimo giorno di guerra in Ucraina coincide con l’appuntamento con la grande parata militare annunciata da Mosca per festeggiare l’anniversario della vittoria russa sul nazismo nella Seconda Guerra mondiale. Sulla Piazza Rossa sfilano soldati e mezzi militari, ma non gli aerei. Con l'attacco all'Ucraina, Mosca ha risposto ad «una minaccia diretta vicino ai confini…
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Il 75esimo giorno di guerra in Ucraina coincide con l’appuntamento con la grande parata militare annunciata da Mosca per festeggiare l’anniversario della vittoria russa sul nazismo nella Seconda Guerra mondiale. Sulla Piazza Rossa sfilano soldati e mezzi militari, ma non gli aerei.

Con l’attacco all’Ucraina, Mosca ha risposto ad «una minaccia diretta vicino ai confini russi», perché «un attacco era stato preparato, anche alla Crimea». Lo dice Putin durante la parata per il Giorno della vittoria sui nazisti spiegando che «l’orrore di una guerra globale non si deve ripetere».
Ai soldati dice che stanno combattendo «per la nostra gente nel Donbass e per la sicurezza della patria».
La Russia ha sempre voluto «un sistema indivisibile per la sicurezza, ma la Nato non ci ha ascoltato. L’aggressione della Crimea è stata una minaccia ai confini, inammissibile per noi. Il pericolo è cresciuto ogni giorno, il nostro è stato un atto preventivo, una decisione necessaria e giusta». Putin non ha alcun dubbio sul fatto che quella che chiama «l’operazione militare speciale» in Ucraina che «produrrà risultati. Se ci fosse stata anche una possibilità di risolvere la questione ucraina pacificamente, la Russia l’avrebbe usata», ha aggiunto.
La parte aerea della parata a Mosca è stata cancellata, ufficialmente per le condizioni meteo, sebbene i cieli su Mosca siano sereni. La lettera Z, famigerato simbolo dell’aggressione e onnipresente al fronte, rimane praticamente assente dalla sfilata.
«Le dichiarazioni di Putin che in Ucraina ci sono i nazisti sono ridicole. In Ucraina ci sono gli ucraini» ha commentato il portavoce del Pentagono, John Kirby, in un briefing con la stampa.
«Abbiamo indicazioni che gli ucraini sono stati portati dall’Ucraina alla Russia contro la loro volontà», ha aggiunto Kirby sottolineando che le forze russe stanno commettendo «crimini di guerra».
Il dipartimento della Difesa non ha tuttavia precisato il numero di ucraini che ritiene siano stati deportati in Russia.

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