Un attacco informatico condotto da hacker affiliati al regime iraniano ha causato la paralisi e lo spegnimento di una centrale elettrica situata nel territorio del Regno Unito per una durata complessiva di quattro giorni. A dare la notizia è la testata britannica The Telegraph, la quale ha evidenziato come si tratti del primo raid cibernetico di questa portata e con esito positivo portato a termine da gruppi riconducibili a Teheran contro un’infrastruttura energetica del Paese. L’episodio si è verificato in concomitanza temporale con un’ampia offensiva digitale indirizzata alle infrastrutture idriche degli Stati Uniti, un’operazione che ha coinvolto ben 12 Stati americani sollevando forte apprensione tra i funzionari della Casa Bianca.
Nessun disservizio alla popolazione e la risposta delle autorità di Londra
Le autorità governative britanniche non hanno voluto rivelare il nome e l’esatta ubicazione del sito colpito per inderogabili ragioni di sicurezza nazionale, limitandosi a confermare che i tecnici e il personale specializzato hanno impiegato circa 96 ore per ripristinare i sistemi e riportare la struttura alla normale operatività. Trattandosi di un impianto di dimensioni contenute, l’incursione informatica non ha fortunatamente provocato ripercussioni sulla produzione complessiva o interruzioni nella fornitura di energia elettrica ai cittadini. In seguito all’incidente, il governo di Londra ha immediatamente convocato e informato gli amministratori delegati delle principali aziende del comparto energetico, inviando una comunicazione formale contenente linee guida, analisi dei rischi e protocolli di sicurezza da adottare per prevenire ulteriori incursioni.
