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Il sogno, la realtà, le polemiche e il futuro di Taranto – L’EDITORIALE

Il sogno, la realtà, le polemiche e il futuro di Taranto – L’EDITORIALE
La cerimonia di apertura dei XX Giochi del Mediterraneo, Taranto, 21 agosto 2026. ///// The opening ceremony of the XX Mediterranean Games in Taranto, Italy, 21 August 2026. ANSA/RENATO INGENITO

I Giochi del Mediterraneo sono appena stati inaugurati e c’è già un primo vincitore. E’ Massimo Ferrarese. Commissario straordinario dei Giochi e presidente del Comitato organizzatore. A insignire virtualmente di una medaglia l’ex presidente Invimit, amico personale del vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, sono stati proprio i tarantini. I duemila che venerdì sera hanno occupato al gran completo il rinnovato stadio Iacovone.

Non appena Ferrarese è apparso sul maxischermo dello stadio, emozionatissimo per il discorso di apertura, è scattato spontaneo un lungo applauso. Quello per il presidente della Repubblica, altrettanto sentito, ormai non fa più notizia perchè l’affetto che circonda il Capo dello Stato si rinnova ovunque egli si rechi. Ferrarese ha raccontato della corsa contro il tempo per terminare i lavori nei tempi stabiliti e per consegnare alla città e «ai giovani di Taranto» quegli impianti che devono trovare ora una adeguata gestione, senza che venga dissipato un patrimonio affidato ora alla città, come già accaduto altrove. Ferrarese ha preso in mano una barca che sbandava, ha chiuso i lavori senza chiedere fondi aggiuntivi e ha messo in piedi dei veri gioielli dal punto di vista dell’architettura sportiva. Ha saputo con garbo rispondere alle obiezioni sull’impiego dei fondi sia di Milena Gabbanelli che alle nostre – è il nostro mestiere – ed ha portato a casa il risultato per il Governo che ieri schierava le massime autorità e che, però, non ha avuto eguale apprezzamento.

Tuttavia quando Ferrarese ha ringraziato il Governo per i fondi piovuti così generosamente su Taranto l’applauso della gente non è mancato. La premier Meloni, più comprensiva dei suoi epigoni, ha intelligentemente commentato: «Comprendo perfettamente le ragioni di chi esprime il proprio dissenso, e garantisco che sull’ex Ilva il Governo sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere». Il punto è stato colto e la contestazione avrebbe potuto essere molto più dura. Ma la gente di Taranto ha saputo sapientemente separare il momento della festa, da quello della lotta. Ma con un chiaro avviso: le brioches non bastano più, vogliamo il pane. Dunque i tentativi di attribuire a pochi facinorosi la reazione alle questioni più scottanti sul tavolo nazionale sono stati superati dalle parole della stessa premier.

Ieri Taranto ha offerto uno spettacolo degno di un Olimpiade al Paese. Quello che il Sud può fare con i suoi uomini (e donne) migliori. Tutti. A partire dalle semplici maestranze. Ed è ancora la premier ad avere lo sguardo lungo: «Abbiamo assistito ad uno spettacolo straordinario che dopo le Olimpiadi di Milano-Cortina ha rimesso di nuovo l’Italia al centro della scena internazionale ed ha ribadito la capacità di organizzare al meglio grandi eventi». Venerdi sera non c’è stata una sbavatura (al netto del playback dei cantanti) nell’inaugurazione dei Giochi : l’impianto scenico potente ed evocativo assieme, l’organizzazione perfetta fino al deflusso scorrevole della tanta gente presente, Taranto sugli allori sportivi internazionali. E’ il Sud che cresce, che si fa protagonista e comprimario e che spaventa cosi tanto il Nord sostenitore dell’apartheid. Un Mezzogiorno probabilmente migliore della sua stessa classe politica. Certamente di quella del passato.

Arrivando a Taranto, colpisce al cuore e abbaglia la bellezza di questa terra, e ferisce come la politica abbia potuto gettarla nel fosso in cui l’ha calata. Un’azione delittuosa. Taranto ora ne ha finalmente preso coscienza e difficilmente si farà più guidare docilmente. Venerdì sera il riscatto è cominciato. E la sua gente garbata e paziente ora è di nuovo ad un bivio ed ha poco tempo per decidere: dovrà fare una scelta difficile e complicata e gestirla con estrema attenzione non rinunciando al diritto alla salute e senza più sconti per nessuno. Il tempo in cui ci si sentiva affetti dalla sindrome di Calimero è finito venerdì notte. Il riscatto è cominciato.