Categorie
Cronaca Italia

Guerra in Medio Oriente, la morte di Khamenei e lo scontro diretto Usa-Iran. Le contromisure di Nato e Italia

Il Medio Oriente sprofonda nell’incubo di una guerra su vasta scala. Nelle ultime ore la crisi ha subìto una drammatica e violentissima accelerazione, innescata dalla conferma ufficiale della morte della Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei. Un vuoto di potere che ha scatenato una serie di attacchi incrociati e ritorsioni senza precedenti tra Iran, Stati Uniti e Israele.

Il confine della guerra per procura è stato ampiamente superato. Lo U.S. Central Command ha confermato che tre soldati americani sono rimasti uccisi e altri cinque gravemente feriti durante un’operazione militare nel Golfo. La risposta di Washington è stata durissima: una corvetta della marina iraniana è stata colpita e affondata nel Golfo dell’Oman. Mentre le forze armate iraniane lanciano missili contro le basi Usa rivendicando la vendetta per quella che definiscono “una guerra contro l’Islam”, il presidente americano Donald Trump tiene aperta una fessura diplomatica: «La nuova leadership di Teheran vuole parlare e noi siamo pronti al dialogo», ha dichiarato, pur confermando che le principali azioni di combattimento Usa sono ancora in corso e si trovano “più avanti del previsto”.

Israele colpisce Teheran

Sul terreno la tensione è incendiaria. L’escalation ha già causato almeno dodici morti accertati, con interi quartieri colpiti dai raid e un numero imprecisato di dispersi. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rotto gli indugi, annunciando che gli attacchi diretti «al cuore di Teheran» si intensificheranno nei prossimi giorni. Come contromisura, l’Idf (l’esercito israeliano) ha richiamato decine di migliaia di riservisti. Davanti a questo scenario, i tradizionali mediatori della regione (in primis il Sultanato dell’Oman e la Tunisia) hanno lanciato appelli disperati per un immediato cessate il fuoco, temendo un impatto devastante per l’intera sicurezza globale. In Iran, intanto, regna l’incertezza sulla successione, con i dissidenti in esilio che parlano di una possibile “fine del regime”.

Le contromisure di Nato e Italia

L’onda d’urto del conflitto spaventa l’Occidente. Da Bruxelles, il Comando Supremo della Nato ha annunciato il riadattamento del posizionamento delle forze dell’Alleanza in Europa, una mossa tattica necessaria per «garantire la sicurezza dei 32 Paesi membri e difendersi da potenziali minacce, come missili balistici o droni, provenienti dall’Iran». Altissima l’allerta anche in Italia: il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato d’urgenza per domani pomeriggio (lunedì 2 marzo, ore 16.30) il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al Viminale, per valutare i rischi di ricadute interne e innalzare i livelli di vigilanza sugli obiettivi sensibili.

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version