Sarebbero una novantina i furti messi a segno in quattro mesi da uomini e donne delle forze dell’ordine – tra polizia ferroviaria e carabinieri in servizio nella stazione Termini – nello store Coin di via Giolitti a Roma.
Poliziotti e carabinieri, stando a quanto riferisce l’edizione romana del quotidiano “la Repubblica”, sono ora indagati per furto aggravato. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Stefano Opilio.
In tutto – spiega Repubblica – sono 44 le persone finite sotto inchiesta. A indagare sono stati i militari del nucleo operativo dei carabinieri.
L’inchiesta nasce da 184mila euro di ammanco emersi con l’inventario di febbraio 2024, relativo all’anno precedente, da parte del direttore della Coin di Termini.
Al centro del meccanismo ci sarebbe una cassiera del negozio, ritenuta la talpa interna. Avrebbe messo da parte capi scelti in anticipo, nascosti in un armadio vicino alla postazione. Rimuoveva placche antitaccheggio, tagliava etichette, preparava le buste.
Tra gli indagati figurano nove poliziotti: una primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo, una agente. E poi dodici esponenti dell’Arma, un brigadiere, diversi vice brigadieri e un paio di appuntati scelti in servizio allo scalo.
L’attività di indagine svolta dai pm di piazzale Clodio si è avvalsa di strumenti tecnologici di ultima generazione: gli inquirenti hanno, infatti, installato un software in una delle casse dello store grazie al quale è stato possibile smascherare l’attività illecita di una dipendente. Alla cassa risultavano transazioni di poche decine di euro – in parte intascati dalla cassiera – a fronte di “acquisti” di merce dagli importi nettamente superiori. In questo modo è stato possibile smascherare il sistema messo su anche grazie alla complicità di dipendenti infedeli.










