Una nuova fumata nera in Commissione di Vigilanza sulla ripresa dei lavori ha spinto, per la seconda volta nel corso della legislatura, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a intervenire. «Non è accettabile – ha affermato – che, dopo un anno e mezzo, al servizio pubblico nazionale manchi ancora l’assetto dei propri organi amministrativi e la Commissione di Vigilanza non sia in grado di esercitare i suoi compiti». Il monito è stato subito raccolto dall’opposizione per invitare la maggiranza a cambiare rotta.
In ufficio di presidenza gli esponenti della maggioranza hanno respinto ogni richiesta di audizione da parte della minoranza, mantenendo ferma la loro posizione: fin tanto che l’opposizione non garantirà i voti per l’elezione di Simona Agnes alla presidenza della Rai, i lavori non ripartiranno. Dopo questa frenata, crescono le possibilità che la bicamerale resti inoperosa fino a fine legislatura. I capigruppo di opposizione hanno chiesto l’audizione dei ministri Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso, oltre che di Rossi o del conduttore di Porta a Porta, Bruno Vespa, dopo il duro scontro in trasmissione con il deputato Pd Giuseppe Provenzano. Pollice verso anche alla richiesta di audizione avanzata da Usigrai e dall’Associazione lingua dei segni e sul prosieguo dell’iter sull’atto di indirizzo «No Peace, No Panel».
«Continua il sabotaggio da parte della maggioranza», commenta la presidente della Vigilanza Barbara Floridia. Poi la senatrice M5s annuncia una nuova convocazione dell’ufficio di presidenza della bicamerale. «La verità è una sola: la maggioranza non è interessata alla Rai ma vogliono solo un posto nella Rai, la presidenza», rincarano la dose i membri del Pd in commissione.
Dalle forze di governo, replica il senatore di Forza Italia Roberto Rosso. «Ancora una volta siamo costretti a constatare la grave mancanza di terzietà della presidente Floridia – afferma -. Invece di lavorare per favorire un nuovo clima in commissione, che porti finalmente alla conferma della presidenza Rai, Floridia continua a vestire la maglietta di parte lanciando anatemi contro la maggioranza». «A differenza di quanto abbiamo fatto noi in passato, accettando i nomi proposti dall’allora maggioranza di sinistra – aggiunge -, oggi da parte delle opposizioni continuiamo a registrare un veto che nulla ha di democratico».
La richiesta di audizione di Urso e Giorgetti era legata anche allo stallo sulla riforma della governance della Rai, ferma in commissione al Senato, anche a causa, secondo le indiscrezioni, di una contrarietà da parte del ministero dell’Economia all’impostazione seguita dalla maggioranza, che toglierebbe ogni potere di nomina all’azionista, trasferendolo al Parlamento, nel tentativo di ottemperare alle previsioni del Media Freedom Act, entrato in vigore lo scorso agosto. Se il provvedimento europeo con le nuove norme per favorire la libertà dei media non dovesse essere recepito nei prossimi mesi, potrebbe essere avviata una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. L’Ue ha già scritto al governo sulla mancata applicazione del regolamento.










