Un quindicenne di origine tunisina, residente a Firenze, è stato arrestato con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale: nelle chat avrebbe manifestato la volontà di compiere un attacco, cercando armi e ricevendo indicazioni su come scegliere il luogo in cui colpire. Il ragazzo è stato bloccato prima che potesse agire grazie a un’attività di intelligence coordinata a livello nazionale e alle informazioni trasmesse dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere minorile su richiesta della procuratrice per i minorenni Roberta Pieri.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il profilo del giovane era già noto. Arrivato in Italia da poco più di tre anni, lo scorso ottobre era stato collocato in comunità per lo stesso reato. Il 23 marzo gli era stata concessa la messa alla prova con la revoca della misura, tornando quindi in libertà. Da quel momento, però, avrebbe ripreso immediatamente i contatti con ambienti della galassia islamica estremista attraverso Telegram e TikTok. La Digos di Firenze, allertata dalla Direzione centrale, ha accertato che il giorno successivo alla revoca il ragazzo si era procurato un nuovo cellulare e una nuova sim, ricominciando a interagire con account riconducibili a soggetti affiliati al Daesh. Durante una perquisizione è stato sequestrato lo smartphone, all’interno del quale sono state trovate immagini di noti terroristi islamici e conversazioni che confermerebbero la disponibilità ad agire.
Il gip ha disposto il carcere ritenendo il minore «un soggetto pericoloso», capace di commettere atti gravi e potenzialmente pronto a «azioni di grave violenza in danno della collettività».
