È clamorosa la svolta nelle indagini sulle presunte minacce, con lettere e attentati, al giovane cronista vicentino Adriano Cappellari, 20 anni, che sembrava fossero da ricondurre alla sua amicizia con il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello. La Procura della repubblica di Vicenza, sulla base degli accertamenti dei Carabinieri, lo ha indagato per incendio, calunnia e simulazione di reato, in sostanza accusandolo di aver organizzato da sé l’attentato incendiario del 30 maggio scorso, quando alcune bombolette di gas vennero date alle fiamme davanti alla sua casa di Enego (Vicenza), sull’Altopiano di Asiago.
A incastrare il ventenne aspirante giornalista le immagini della videosorveglianza, esaminate dai Ris dei Carabinieri, e l’esame degli acquisti online delle stesse bombolette e dell’alcol usato per incendiarle: sarebbe stato lui stesso a comprarle e addirittura a farsele recapitare a casa. Prima dell’attentato di maggio Cappellari aveva denunciato altri episodi di presunta intimidazione, con tre lettere minatorie ricevute il 5 novembre, l’11 dicembre e il 16 febbraio: minacce di morte nei suoi confronti, di Giorgia Meloni e di don Patriciello e fotografie con i loro volti cerchiati di rosso e barrati da una “X”; anche il sacerdote ne aveva ricevuto una a Caivano. Da novembre Cappellari era stato posto sotto tutela, misura che è stata rafforzata dopo il presunto attentato incendiario del 30 maggio.
L’ultimo episodio è stato appunto il più clamoroso. Poco dopo la mezzanotte, uno sconosciuto aveva messo un’ulteriore busta nella buca delle lettere della casa del giovane, e acceso alcune bottiglie incendiarie vicino ad alcune bombolette di gas, rese innocue grazie ai vigili del fuoco. Patriciello sarebbe dovuto andare nel vicentino per un incontro antimafia e aveva espresso qualche timore, ma poi c’era stato addirittura un incontro e un abbraccio, a Bassano del Grappa. Ultimamente, scortato, era stato invitato puroealla “Partita del Cuore”, il 14 luglio. Ma le indagini dei militari della Compagnia bassanese hanno pian piano svelato uno scenario diverso e sconcertante: Cappellari è stato individuato come l’autore dell’attentato, e quindi anche di tutto il contesto precedente di lettere e minacce.
In base alle immagini della videosorveglianza, i Carabinieri avevano indirizzato i sospetti su una di queste persone. Nei filmati si vedeva una persona tra 1,69 e 1,75 metri d’altezza, in tuta da ginnastica, mettere a segno l’attentato. Sul luogo dell’incendio i militari del Ris raccolti hanno gli indizi che hanno permesso di risalire al tipo di bombolette di gas e ne hanno verificato l’acquisto su una piattaforma di e-commerce. Le uniche consegne di questi prodotti a Enego corrispondevano ad altrettanti acquisti fatti da Cappellari: quattro cartucce di gas butano/propano il 25 aprile, sei bottiglie di alcol etilico il 29 aprile, consegnate il 4 maggio.
La sua altezza risulta poi compatibile con quella della persona mascherata ripresa dalle telecamere; lo stesso Cappellari viene poi inquadrato alle 23.11 e infine poi alle 23.35, mentre filma con il cellulare le fasi finali dello spegnimento dell’incendio. Elementi questi che hanno indotto il Procuratore Capo, Lino Giorgio Bruno, a metterlo sotto indagine.
