«Con grande probabilità Abderrahim Fakir si sarebbe potuto salvare». Lo ha detto all’ANSA il presidente della Società italiana sistema 118 Mario Balzanelli ipotizzando «un arrivo tempestivo sul posto di un medico del 118». In particolare, Balzanelli ha spiegato che «a fronte di un forte stato di agitazione psicomotoria, il medico avrebbe infatti potuto sedare il soggetto, a sua stessa tutela e impedendo conseguenze più gravi».
Il presidente della Società italiana sistema 118 ha anche sottolineato come sia stata del tutto «sbagliata la manovra effettuata dai poliziotti di contenimento del soggetto in posizione prona con viso e torace schiacciati a terra. Non è mai indicata è può essere letale: riduce la circolazione d’aria nei polmoni».
Dichiarazioni che rendono ancor più necessari gli approfondimenti da parte della procura di Bologna, che acquisirà le linee guida del Viminale per le tecniche di contenimento in casi simili a quello di Abderrahim Fakir. I pm svolgeranno inoltre accertamenti sul sistema a monte e sul lavoro della centrale del 118, per esempio sul fatto che in via Svevo è stata inviata un’ambulanza con soccorritori, quattro volontari della Croce Rossa, senza medico.
Sono le due linee di indagine su cui lavorano gli inquirenti per far luce su quanto avvenuto il 19 luglio al Pilastro, dove il 42enne marocchino è morto nel corso di un intervento della polizia. Sono stati inoltre acquisiti altri video, oltre a quello circolato da subito sul web e a quello della bodycam fornita da uno dei due agenti, filmati girati da residenti, oltre alle telecamere di videosorveglianza della zona.
Fakir sarebbe rimasto nella zona dove poi è morto poco più di 50 minuti, dalla prima chiamata al 112, alle 11.59, fino alla morte, alle 12.53 di domenica. Si sta ricostruendo cosa ha fatto prima. Al pm Domenico Ambrosino è stata affiancata la pm Francesca Arienti, che coordina le indagini della squadra mobile insieme al procuratore Paolo Guido.
