Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta giudiziaria sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto lo scorso 19 luglio nel quartiere Pilastro a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine. Dalle trascrizioni delle registrazioni telefoniche depositate nell’ambito della consulenza medico-legale disposta dalla Procura felsinea emerge che gli agenti della volante Bolognina, giunti in via Svevo alle 12:12, sollecitarono ripetutamente l’intervento di un mezzo di soccorso sanitario, scontrandosi tuttavia con la totale indisponibilità di ambulanze operative in quel momento.
Le comunicazioni agli atti confermano che la prima richiesta di soccorso partì alle 12:13, quando gli operatori segnalarono la presenza di un uomo in evidente stato di agitazione e con evidenti lesioni sulle braccia. Tre minuti più tardi, alle 12:16, i poliziotti avanzarono la richiesta specifica per l’invio di un’automedica, sottolineando l’impossibilità persino di avvicinarsi al soggetto. Dalla centrale operativa partì una seconda chiamata di coordinamento verso il 118, nella quale tuttavia l’esigenza di un medico non fu esplicitata chiaramente all’operatore sanitario, il quale rispose di non avere mezzi disponibili nell’immediato.
La situazione precipitò rapidamente alle 12:25, quando gli agenti richiesero con forza un’accelerazione dell’intervento dopo che Fakir aveva iniziato a scagliare oggetti e a sputare contro di loro, ricevendo come risposta l’impossibilità di disporre di vetture libere. La perizia medico-legale ha inoltre censurato il codice di priorità assegnato dai sanitari, etichettato come «Sierra 5 Verde» per un soggetto psichiatrico in strada: una classificazione definita del tutto inappropriata e non aderente alla gravità della situazione in atto, che avrebbe richiesto un approfondimento clinico ben diverso.
L’ambulanza della Croce Rossa con i soccorritori volontari a bordo sopraggiunse sul posto alle 12:30, ma appena un minuto prima, alle 12:31, i poliziotti erano stati costretti ad atterrare l’uomo nel corso di una violenta colluttazione durata circa sei minuti. L’automedica invocata dagli agenti arrivò soltanto alle 12:54, mentre il decesso del 42enne fu ufficialmente constatato alle 12:57. Sulla vicenda il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha annunciato l’attivazione immediata di un audit interno per verificare ogni singolo aspetto dell’organizzazione sanitaria, distinguendo nettamente le verifiche gestionali dai profili penali di competenza della magistratura.
