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Cronaca Italia

Esposto all’amianto per 30 anni, finanziere risarcito per 390mila euro: aveva lavorato anche a Taranto

La Cassazione ha confermato in via definitiva il riconoscimento dello status di vittima del dovere a un ex finanziere perchè esposto all’amianto durante il servizio su unità navali della Guardia di finanza a Taranto, Palermo e Porto Santo Stefano. All’uomo, colpito da asbetosi, con placche pleuriche, «dovranno essere riconosciuti tutti i benefici economici previsti per le vittime del dovere, compresi gli arretrati maturati a partire dal 2015. Tra assegni vitalizi e somme spettanti, il riconoscimento economico supera i 390.000 euro» spiega l’Osservatorio nazionale Amianto (Ona)

Claudio Apicella, 78 anni, residente a Porto Santo Stefano, spiega che per oltre trent’anni aveva lavorato come motorista e direttore di macchina in ambienti chiusi, vani motore, tubazioni, coibentazioni, «Tutti luoghi – afferma Ona – dove l’amianto era presente in modo diffuso e spesso invisibile. Le sentenze hanno riconosciuto che quel servizio, svolto anche in attività operative di contrasto al contrabbando, al traffico di droga e all’immigrazione clandestina, lo ha esposto a un rischio concreto e prolungato, con conseguenze permanenti sulla salute».

Già il tribunale di Grosseto, spiega Ona, aveva riconosciuto il diritto allo status di vittima del dovere e ai benefici previsti dalla legge, poi confermato dalla Corte d’appello di Firenze. Ora la Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso dei Ministeri dell’Economia e dell’Interno. «I giudici hanno ritenuto pienamente attendibili gli accertamenti tecnici: la malattia è stata causata dall’esposizione alla fibra killer durante il servizio».

«Si tratta di un precedente unico e di valore storico: il primo caso di un finanziere di mare riconosciuto vittima del dovere per esposizione all’amianto – commenta l’avvocato Ezio Bonanni, presidente di Ona e difensore del 78enne – questa decisione rafforza la tutela di tutti gli appartenenti alle Forze armate e di polizia impiegati in contesti operativi ad alto rischio e apre una strada concreta per chi ha vissuto le stesse condizioni». 

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