Accordo storico tra Eni e la compagnia di Stato venezuelana Pdvsa per lo sviluppo di Junín 5, imponente giacimento a olio situato nella Faja dell’Orinoco. La firma del Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos (Cpph) è avvenuta alla presenza della presidente incaricata Delcy Rodriguez, del segretario all’Energia Usa Chris Wright, della ministra degli Idrocarburi Paula Henao, del Ceo di Pdvsa Héctor Obregón e dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi.
L’intesa completa il percorso avviato ad aprile 2026 e segna il passaggio dall’ex modello ‘empresa mixta’ Petrojunín al nuovo quadro normativo introdotto dall’Assemblea venezuelana. Il contratto, di durata venticinquennale ed estendibile, attribuisce a Eni il ruolo di operatore esclusivo con la piena responsabilità gestione tecnica, finanziaria e commerciale dell’area. Junín 5 racchiude ben 35 miliardi di barili in posto certificati e produce attualmente circa 12mila barili al giorno.
«Un nuovo pilastro per il rilancio dell’oil&gas in una fase in cui la sicurezza energetica è vitale a livello globale», ha commentato Descalzi, evidenziando come l’operorship premi la capacità tecnica e la presenza storica del gruppo italiano nel Paese, presidiata fin dal 1998.
Oltre all’olio, Eni resta protagonista anche nel settore del gas naturale tramite la società ‘Cardon IV’ (50% Eni, 50% Repsol), operatrice del giacimento offshore Perla, il più grande d’America Latina, da cui proviene il 35% del gas consumato in Venezuela. L’azienda detiene inoltre partecipazioni nei campi PetroSucre e nella società petrolchimica Supermetanol, confermando il ruolo centrale di Caracas nella strategia energetica della multinazionale
