Nel corso di un’intervista a Belve, condotta da Francesca Fagnani, Emma Bonino aveva raccontato l’origine del suo impegno politico: un aborto clandestino, vissuto quando l’interruzione volontaria di gravidanza era ancora illegale, che la spinse ad avvicinarsi ai Radicali e alla disobbedienza civile.
Da lì iniziò un percorso lungo oltre mezzo secolo, durante il quale Bonino legò il proprio nome ad alcune delle battaglie che hanno cambiato più profondamente l’Italia: dal divorzio alla legge sull’aborto, dai diritti civili all’obiezione di coscienza, fino ai diritti dei detenuti.
Accanto a Marco Pannella contribuì a portare nel dibattito pubblico temi che per anni erano rimasti ai margini. La sua carriera andò poi ben oltre il radicalismo italiano: fu deputata, parlamentare europea, commissaria europea, vicepresidente del Senato, ministra e ministra degli Esteri, portando avanti anche battaglie internazionali contro la pena di morte, per i diritti umani e per una maggiore integrazione europea.
Una storia politica nata da un’esperienza privata e diventata, nel tempo, una delle più riconoscibili battaglie pubbliche dell’Italia repubblicana.