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Comunali, i riformisti del Pd attaccano Schlein: «Riportato a terra chi era già in volo»

Il risultato della tornata delle amministrative ha mostrato come il voto del referendum non fosse “politico”. Malumori tra i dem

Comunali, i riformisti del Pd attaccano Schlein: «Riportato a terra chi era già in volo»

Nel day after delle elezioni amministrative il pentolone del centrosinistra torna a ribollire. Con alert e malumori che riemergono soprattutto in casa Pd. Tra chat e capannelli nei palazzi tiene ancora banco la sconfitta di Venezia, vissuta come una debacle inattesa.

In un partito deluso e ancora sotto shock, ad alzare il tiro è l’ala riformista. «I risultati ci aiutano a riportare sulla terra chi aveva già preso il volo costruendo letture nazionali fondate più sulle suggestioni che sulla realtà», scrive in un post al vetriolo l’eurodeputata dem Pina Picierno.

Parole che per alcuni sembrano dirette proprio alla segretaria Elly Schlein, indirettamente accusata di aver caricato di eccessivo significato la sfida di Venezia dopo aver dato una «lettura troppo politica» del referendum. Picierno parla di errori di analisi e lancia l’allarme: «Le coalizioni tengono se hanno pragmatismo e classi dirigenti credibili». Critica che appare rivolta alla scelta dei candidati.

Altri riformisti – a microfoni rigorosamente spenti – interpretano il voto come «un salutare richiamo al principio di realtà» che deve giungere ai vertici del partito.

Alle critiche replica il responsabile Organizzazione del Pd Igor Taruffi. «Politicamente ognuno può usare questo risultato come vuole, – afferma – ma la realtà è un’altra: dei 18 comuni capoluogo, 5 sono stati vinti dal centrosinistra, 3 dal centrodestra e 4, tra cui Salerno ed Enna, da civici non di destra». Il dem ricorda le sei città al ballottaggio, invita a fare «il computo complessivo alle fine», e predica calma in vista delle politiche. Ma nel partito il ko di Venezia fa vacillare anche i più ottimisti. «La vittoria non è scontata, presti attenzione chi preparava già la lista dei sottosegretari», l’avviso più diffuso tra i riformisti.

Nel frattempo, però, anche all’interno della stessa maggioranza dem si accumulano analisi e preoccupazioni. C’è chi sottolinea il «bottino magro al Sud», chi lamenta una scarsa attenzione al tema della sicurezza e chi punta il dito sulla performance degli alleati, mettendo in guardia soprattutto sui possibili «riflessi identitari dei 5S dovuti agli scarsi risultati».