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Mattarella celebra il 2 giugno: «La Costituzione vive in chi serve il Paese»

Mattarella celebra il 2 giugno: «La Costituzione vive in chi serve il Paese»
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’apertura dei giardini del Palazzo del Quirinale alle fasce deboli della popolazione in occasione della Festa nazionale della Repubblica, Roma, 1 giugno 2026 . ANSA/Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica +++ UFFICIO STAMPA QUIRINALE +++ FOTO NON IN VENDITA – DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI +++ NPK +++

Alla vigilia della Festa della Repubblica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il valore della Costituzione, delle istituzioni e del servizio alla collettività, sottolineando anche le preoccupazioni legate alle tensioni internazionali che incidono sempre più sulla vita quotidiana dei cittadini.

In un messaggio inviato ai prefetti d’Italia in occasione del 2 giugno, il Capo dello Stato ricorda che «il 2 giugno 1946, il voto del popolo italiano segnò una svolta nella storia del Paese», dopo il fascismo, la guerra e la Liberazione, ponendo le basi per un nuovo patto civile fondato sui principi di libertà, uguaglianza e solidarietà.

Mattarella evidenzia come i valori della Costituzione continuino a vivere nell’impegno quotidiano di quanti operano per il bene comune. La comunità nazionale, afferma, rinnova ogni anno la memoria di quei momenti fondativi ricordando «tante donne e uomini delle istituzioni» che in ottant’anni di Repubblica hanno contribuito allo sviluppo del Paese, talvolta fino all’eroismo e al sacrificio della propria vita.

Un passaggio importante del messaggio è dedicato al ruolo dei prefetti, definiti una risorsa preziosa nella tutela delle libertà democratiche, nella promozione della legalità e della sicurezza e nella gestione delle emergenze. Il loro lavoro, sottolinea il presidente, è fondamentale anche nei conflitti sociali e nelle crisi che mettono a rischio la dignità e la sicurezza del lavoro.

Il Capo dello Stato richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze delle tensioni internazionali, che generano «preoccupazioni e insicurezze» nelle comunità. Per questo, secondo Mattarella, chi guida i pubblici uffici deve saper ascoltare, comprendere i cambiamenti sociali e rispondere ai bisogni delle persone più fragili. Particolare attenzione va riservata ai giovani: sostenere il tessuto sociale e valorizzarne talenti e potenzialità, conclude, è decisivo per il futuro del Paese.