Al «ritiro» dei leader europei nel castello fiammingo di Alden Biesen il messaggio politico è apparso subito chiaro: l’Unione avverte l’urgenza di reagire al peggioramento del quadro economico e alla pressione geopolitica globale e punta a tradurre già a marzo la riflessione sulla competitività in decisioni concrete.
I Ventisette sono insomma pronti ad agire. A dominare la giornata di ieri sono stati gli interventi di Mario Draghi ed Enrico Letta, ascoltati con grande attenzione dai leader e seguiti ogni volta da confronti puntuali sulle ricette più urgenti.
L’intervento
L’ex presidente della Bce ha evidenziato «il deterioramento del contesto economico» e «l’urgenza di affrontare tutte le questioni» già sollevate nel suo rapporto. Draghi ha insistito su più fronti: riduzione delle barriere nel mercato unico, mobilitazione del risparmio europeo, integrazione dei mercati dei capitali, interventi sui costi dell’energia e possibilità di ricorrere, se necessario, alle cooperazioni rafforzate. In particolare si è soffermato a lungo sul tema degli investimenti e sulla necessità di strumenti finanziari comuni, sui quali restano le aperture di Francia e Spagna, mentre ancora una volta dalla Germania ha alzato un muro.
Le reazioni
«Non posso approvare» il tema del finanziamento con eurobond, ha chiarito il cancelliere Friedrich Merz: la costituzione tedesca è chiara, si tornerà a parlare dei finanziamenti nel confronto sul nuovo Bilancio Ue, ha spiegato. Il confronto con i leader è stato definito «molto sostanziale».
Alla linea dell’ex premier italiano si è affiancata quella di Enrico Letta, che ha indicato il completamento del mercato unico come risposta strategica alle pressioni globali. «Il Mercato unico è la nostra migliore risposta a Trump e il fondamento della nostra sovranità», ha spiegato ai leader, secondo quanto trapela, invitandoli a passare da 27 mercati nazionali a uno spazio economico realmente integrato. Senza una forte integrazione dei mercati finanziari, ha avvertito, «sarà impossibile essere sufficientemente competitivi».
Letta ha proposto un “One Market Act” articolato su energia, connettività e mercati finanziari, accompagnato da strumenti orizzontali comuni, con l’obiettivo di ottenere risultati concreti già tra il 2026 e il 2028 e convogliare il risparmio europeo verso investimenti e crescita. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha indicato giugno come prima scadenza per progressi sull’integrazione dei mercati dei capitali.










