A Chieri, in provincia di Torino, una donna ha riferito di essere stata brutalmente aggredita e torturata per circa 12 ore dal proprio partner all’interno della loro abitazione. L’allarme è scattato quando la vittima è stata trasportata in ambulanza presso il pronto soccorso locale con gravi traumi facciali, lesioni diffuse su tutto il corpo, segni di strangolamento e fascette di plastica ancora strette attorno alle caviglie. Agli operatori sanitari e agli investigatori, la donna ha raccontato che quello che doveva essere un rapporto basato su pratiche BDSM consensuali si è presto trasformato in una sequenza di sevizie estreme e non concordate, andate avanti per ore nonostante la sua aperta opposizione.
L’intervento tempestivo dei Carabinieri della Compagnia di Chieri, allertati dal personale medico dell’ospedale, ha permesso di perquisire l’appartamento della coppia. Nell’abitazione, trovata a soqquadro per via della colluttazione, i militari hanno sorpreso l’uomo mentre tentava di ripulire la scena ed era visibilmente alterato dall’assunzione di sostanze stupefacenti. Durante l’ispezione sono stati sequestrati diversi strumenti di coercizione, tra cui un dispositivo di bloccaggio artigianale fissato al muro per sospendere la vittima per i polsi, un taser modificato ricavato da una racchetta elettrificata, una pistola ad aria compressa e catene metalliche. L’aggressore è stato arrestato con l’accusa di tortura e condotto in carcere a seguito della convalida del fermo da parte del gip.
