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Trani, il sindaco Galiano rende definitive le dimissioni: «Dignità prima di tutto, no a compromessi»

«Sarebbe facile dire che è stata l’opposizione a farmi dimettere, ma non è così», si legge in un lungo post sui social dell’ormai ex primo cittadino

Trani, il sindaco Galiano rende definitive le dimissioni: «Dignità prima di tutto, no a compromessi»
L’ormai ex sindaco di Trani, Marco Galiano

Adesso è ufficiale: il sindaco di Trani, Marco Galiano, non torna indietro. A due giorni dallo scadere dei venti giorni dal 25 settembre, quando le ha rassegnate, l’ormai ex primo cittadino rende definitive le sue dimissioni, annunciando con un post su Facebook che non le ritirerà, chiudendo un’esperienza amministrativa durata pochi mesi.

Galiano, nel lungo post, rivendica la scelta come un atto di dignità e responsabilità.

Nessun tatticismo, nessun “teatrino”, precisa l’ormai ex sindaco. A determinare la rottura definitiva non sono state le opposizioni né le polemiche sui singoli dossier – come la Tari, il dimensionamento scolastico o la delibera sul verde -, ma un insanabile logoramento interno alla sua maggioranza.

«Sarebbe facile dire che è stata l’opposizione a farmi dimettere, ma non è così», si legge nel post. L’accusa è rivolta a chi, dall’interno della stessa squadra di governo, avrebbe preteso di imporre le vecchie logiche della politica del “tieniteli tutti buoni” e del compromesso al ribasso.

Nei venti giorni di sospensione previsti dalla legge, i tentativi di mediazione e i dialoghi – compreso un confronto con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro – non sono bastati. «Ho chiesto solo un segnale concreto di discontinuità nei metodi, ma non è successo nulla», ammette con amarezza l’ex primo cittadino.

Di estrazione scolastica e sindacale, l’ex sindaco riconosce con franchezza i propri limiti: «Forse a questo serve l’esperienza in politica: a fare bei discorsi e a corazzarsi lo stomaco, ed io ne ho troppo poca».

Rifiutando l’idea di fare il primo cittadino “ad ogni costo” o di rimanere incollato alla poltrona, si congeda chiedendo scusa agli elettori e augurando agli uffici comunali di tornare a respirare lontani dalle lotte intestine. Il messaggio finale è un monito per il futuro: «I sindaci passano, la Città resta. Trani non ha bisogno di padroni, solo di rispetto». La città si avvia ora verso il commissariamento prefettizio.