«Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!» Il Papa è in piazza san Pietro per celebrare la Domenica delle Palme e la Passione del Signore. Moltissimi i fedeli presenti all’appuntamento liturgico con cui si apre di fatto la Settimana Santa con i riti pasquali. Leone guida la processione dei cardinali, vescovi e celebranti che entra nella piazza con le Palme gialle rievocando l’ingresso di Gesù a Gerualemme.
«Nell’ultimo grido di Gesù il gemito di dolore di tutte le vittime. Fratelli, sorelle, questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: ‘Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue». Così il Papa nella celebrazione.
«Guardando a Lui, che è stato crocifisso per noi, vediamo i crocifissi dell’umanità. Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto – osserva papa Leone – sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra»
Leone, nell’omelia cita don Tonino Bello: «Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primavera».










