La Procura di Milano ha notificato un avviso di garanzia al designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25. Secondo l’ipotesi investigativa, Rocchi avrebbe esercitato pressioni su alcuni direttori di gara e favorito designazioni ritenute gradite all’Inter. Ma quello che sembrava un quadro già delineato, con elementi già cristallizzati, rischia di non essere più sufficiente perché nelle indagini potrebbero essere coinvolti altri arbitri e altre partite. Dagli inquirenti, intanto, si viene a sapere che l’Inter e i dirigenti nerazzurri non risultano indagati.
Al centro dell’indagine, almeno per ora, ci sono alcune partite di Serie A come Udinese-Parma e Bologna-Inter, la semifinale di ritorno di Coppa Italia Inter-Milan e la gara di Serie B Salernitana-Modena. Gli investigatori vogliono inoltre fare chiarezza anche su Inter-Verona della stagione 2023/24, con particolare attenzione all’episodio della gomitata di Bastoni a Duda.
Gli indagati certi sono cinque, ma potrebbero esserci altri nomi già inseriti negli atti. Oltre a Rocchi, risultano coinvolti il supervisore Var Andrea Gervasoni, anche lui autosospeso, l’assistente Daniele Paterna e due addetti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto è che possano essere iscritti anche altri assistenti Var, ma per ora la loro identità non è stata resa nota. Restano inoltre oscuri i riferimenti alle persone indicate “in concorso” nei capi d’imputazione, che avrebbero contribuito alle presunte designazioni pilotate.
Le verifiche non riguarderebbero solo le decisioni arbitrali e gli interventi dalla sala Var: la polizia giudiziaria avrebbe acquisito anche spese e rimborsi di arbitri e addetti Var per ricostruire presenze e movimenti legati al centro di Lissone. Un elemento che, secondo quanto riportato da La Stampa, rafforzerebbe l’ipotesi di interferenze più ampie e di un numero maggiore di gare finite sotto osservazione.









