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Terremoto Aia, Gianluca Rocchi e l’ombra di Calciopoli: indagato per frode sportiva sulle decisioni Var

A vent'anni esatti dallo scandalo di Calciopoli, un nuovo e inquietante spettro si allunga sul sistema calcio italiano. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha ricevuto un avviso di garanzia: è ufficialmente indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. L'ipotesi di reato prefigurata dagli inquirenti è pesantissima: Rocchi avrebbe condizionato alcune scelte arbitrali…
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(foto di Fabrizio Zani/LaPresse)

A vent’anni esatti dallo scandalo di Calciopoli, un nuovo e inquietante spettro si allunga sul sistema calcio italiano. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha ricevuto un avviso di garanzia: è ufficialmente indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva.

L’ipotesi di reato prefigurata dagli inquirenti è pesantissima: Rocchi avrebbe condizionato alcune scelte arbitrali esercitando pressioni dirette e indebite sulle decisioni prese al Var. L’inchiesta, scaturita dall’esposto-denuncia dell’ex guardalinee Domenico Rocca, si concentra su diverse partite cruciali dell’attuale e della passata stagione. Rocchi, che si dichiara «sereno», sarà interrogato il prossimo 30 aprile.

Il giallo di Udinese-Parma

L’episodio centrale dell’inchiesta ruota attorno alla gara Udinese-Parma (terminata 1-0). Sotto indagine è finita l’assegnazione del rigore decisivo. L’audio della sala Var mostra l’addetto Daniele Paterna inizialmente scettico sul fallo di mano: «Non mi sembra fuori dalla sagoma… mi sembra sul corpo». Pochi istanti dopo, però, cambia radicalmente idea affermando: «È rigore», per poi richiamare l’arbitro di campo Maresca al monitor.

Cosa gli ha fatto cambiare idea in una frazione di secondo? Secondo l’accusa, sarebbe stato proprio Rocchi ad alzarsi e “bussare” più volte sul vetro della sala (da regolamento isolata ma dotata di vetrate) per condizionare la scelta. Un sospetto rafforzato da un colpo di scena giudiziario: convocato come testimone dai pm nei mesi scorsi, Paterna avrebbe mentito. Il magistrato ha infatti interrotto la sua deposizione, ritenendola reticente alla luce dei video, iscrivendo lo stesso Paterna nel registro degli indagati per falsa testimonianza.

Da Inter-Verona a Salernitana-Modena

Ma la Procura sta valutando se ci si trovi di fronte a semplici errori tecnici o a un disegno più ampio. Sotto la lente c’è anche il discusso Inter-Verona (2-1) del gennaio 2024, decisivo per lo scudetto nerazzurro, in cui non fu punita una netta gomitata di Bastoni su Duda prima del gol vittoria di Frattesi. Un errore che la stessa Associazione Italiana Arbitri, tramite la trasmissione OpenVar, aveva poi ammesso candidamente: «Era un gol da annullare».

L’inchiesta per frode sportiva si allarga anche al supervisore Var Andrea Gervasoni, accusato per la gestione di Salernitana-Modena (marzo 2025): secondo gli inquirenti, Gervasoni avrebbe «incalzato e sollecitato» l’addetto Var Nasca affinché richiamasse l’arbitro Giuia al monitor per fargli revocare il calcio di rigore inizialmente concesso agli emiliani. Dagli ambienti arbitrali, tuttavia, non filtra allarmismo: si ribadisce la totale trasparenza operativa e l’assenza di dolo. Saranno ora i magistrati a dover tracciare il confine tra il fisiologico errore arbitrale e il reato penale.

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