Attesa per la riunione del Consiglio dei ministri che oggi dovrebbe dare il via libera – ma la decisione potrebbe slittare alla successiva riunione prevista il 30 aprile – a una serie di provvedimenti economici con il «decreto lavoro» e il Piano Transizione 5.0 pronto a diventare operativo entro fine maggio.
La sfida principale resta trovare le risorse necessarie, estendere i bonus per i giovani, le donne e le zone economiche speciali (Zes) e sostenere la crescita industriale senza compromettere gli equilibri di bilancio.
Il decreto lavoro, preparato per essere varato in vista del Primo maggio, si concentra sulla proroga degli incentivi per le assunzioni degli under 35 e dei giovani e delle donne nelle Zes.
Le misure attualmente in scadenza il 30 aprile prevedono uno sgravio contributivo di 500 euro mensili, che sale a 650 euro per le assunzioni in Puglia, tra le regioni inserite nelle zone economiche speciali. Le risorse a disposizione per questa proroga ammonterebbero a circa 500 milioni di euro, pur considerando il contesto internazionale con il complesso nodo da sciogliere delle risorse economiche impattate dalla crisi in Medio Oriente e dalla mancata riduzione del deficit al 3 per cento, che mantiene aperta la procedura di infrazione Ue.
Tra le voce della vigilia, il Consiglio dei ministri potrebbe varare anche misure di contrasto al caporalato e rafforzare le tutele dei rider, attraverso un sistema unico di riconoscimento del lavoratore. Si valuta anche l’ipotesi di una detassazione temporanea dei rinnovi contrattuali, con aliquota al 5%, già prevista dalla manovra 2026.
L’annuncio
Intanto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, annucnia interventi per la transizione 5.0 che saranno operativi entro fine maggio con risorse complessive di 9,8 miliardi di euro e un orizzonte fino a settembre 2028. «Il credito d’imposta 5.0 ha registrato un tiraggio superiore alle attese, con oltre 4,25 miliardi impegnati e quasi 20mila imprese coinvolte, generando investimenti per circa 10 miliardi», sottolinea Urso.
Restano i nodi da sciogliere delle coperture finanziarie, ma anche delle tempistiche e modalità di applicazione delle misure.










