Il decreto contro le accise di marzo continua a far discutere, e non per il prezzo del carburante. A sollevare il caso sono i deputati Pd Irene Manzi e Matteo Orfini, che denunciano un impatto devastante sul settore dello spettacolo dal vivo. Secondo gli esponenti della commissione Cultura, le nuove misure economiche colpiscono un comparto già strutturalmente fragile, mettendo a rischio la sopravvivenza di festival e programmazioni locali.
L’accusa è pesante: il Governo starebbe usando la cultura come un “bancomat” per coprire altri interventi economici. Manzi e Orfini parlano esplicitamente di uno “scippo”, puntando il dito contro il Ministro Giuli, accusato di non saper difendere l’autonomia e i fondi del proprio dicastero.
«Si drenano risorse e si sottraggono spazi politicizzando le istituzioni», dichiarano i deputati, descrivendo una gestione “da sanguisuga” che manca di visione e stabilità.
La preoccupazione tra artisti e operatori cresce: senza un cambio di rotta immediato, l’accesso alla cultura e la continuità delle attività sul territorio potrebbero subire una battuta d’arresto irreversibile. La richiesta è chiara: smettere di sottrarre e iniziare a investire con serietà.









