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Il “caso Polis” e la riorganizzazione del lavoro: così l’Agentic IA ottimizza i tempi e libera risorse

L’esperienza dello studio legale presentata alla Microsoft House: agevola l’esecuzione di attività intellettuali ad alto valore aggiunto

Il “caso Polis” e la riorganizzazione del lavoro: così l’Agentic IA ottimizza i tempi e libera risorse

Come si integrano gli agenti di intelligenza artificiale nei processi operativi senza delegare alla tecnologia le responsabilità che spettano unicamente alle persone? È uno dei quesiti più urgenti nel dibattito contemporaneo sull’IA, un tema sempre più presente all’interno delle organizzazioni ma ancora denso di interrogativi sulle concrete modalità di adozione, sull’effettiva utilità sul campo e sulla capacità di governarne l’impiego quotidiano con la dovuta consapevolezza.

Un’esperienza sul campo è stata al centro del convegno alla Microsoft House di Milano. Di fronte a una platea selezionata di professionisti giunti dai settori dell’istruzione, della pubblica amministrazione, del manifatturiero e dell’energia, è stato presentato il “Caso Polis”. L’avvocato Andrea Di Comite, socio fondatore di Polis Avvocati, ha illustrato l’introduzione dell’intelligenza artificiale agentica (Agentic IA) nell’organizzazione e nella gestione operativa di uno studio legale.

L’esperienza offre uno spunto di riflessione trasversale che supera i confini del settore forense: l’adozione dell’IA non riguarda la semplice automazione di singole mansioni, ma incide in profondità sulla struttura del lavoro, sulla distribuzione delle risorse aziendali e sul tempo da destinare alle attività strategiche. Nel raccontare il percorso intrapreso dallo studio, Di Comite ha individuato proprio nella gestione del tempo il traguardo più rilevante, raggiunto grazie a XRcopilot, la soluzione sviluppata da Hevolus, realtà tra le prime in Europa ad aver ottenuto la Microsoft Designation per i prodotti costruiti dai partner.

«Siamo riusciti a riorganizzare la gestione del tempo in modo innovativo, riducendo l’impatto delle attività burocratiche e ripetitive per liberare risorse preziose a vantaggio dell’approfondimento intellettuale», ha spiegato. Come evidenziato poi dal CEO di Hevolus, Antonio Squeo, l’innovazione tecnologica richiede un percorso di adozione consapevole focalizzato sul fattore umano. Uno strumento avanzato rischia di rimanere inefficace se non viene guidato da professionisti formati, specialmente in ambiti complessi dove la sicurezza e la riservatezza rappresentano la condizione di partenza inderogabile.

A conferma di questo approccio, l’avvocato Antonio Arzano, socio fondatore di Polis Avvocati, ha ribadito che l’IA agentica non sostituisce la figura professionale, ma ne amplifica e ne estende le potenzialità operazionali. Automatizzare la gestione interna significa recuperare spazio per lo studio giuridico, per la consulenza strategica e per la cura della relazione diretta con il cliente.

Il “Caso Polis” delinea una strada chiara per tutte le realtà organizzative: l’intelligenza artificiale diventa una riserva di efficienza a patto che sia integrata in un modello consapevole, nel quale la valutazione critica, le competenze specialistiche e la responsabilità delle decisioni restino stabilmente guidate dall’uomo.