Lavoro di qualità, taglio delle tasse per il ceto medio, contrasto alla crisi demografica, riduzione del costo dell’energia e tutela del credito alle imprese. Sono queste le priorità indicate da Confcommercio durante l’assemblea annuale a Roma, alla quale ha partecipato anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sullo sfondo, l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a rafforzare il dialogo tra istituzioni e società per affrontare una fase economica e internazionale sempre più complessa.
Nel messaggio inviato all’assemblea, Mattarella ha evidenziato come il sistema produttivo italiano sia chiamato a confrontarsi con profonde trasformazioni economiche e sociali. Il capo dello Stato ha richiamato il ruolo delle parti sociali nella tutela del lavoro, sottolineando la necessità di evitare arretramenti nei diritti dei lavoratori e di preservare la coesione sociale. Al centro dell’intervento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, la richiesta di misure concrete per sostenere crescita e competitività. Pur riconoscendo che i fondamentali dell’economia italiana restano solidi e che i consumi continuano a reggere, Sangalli ha indicato diverse criticità: dall’eccesso di burocrazia e pressione fiscale al caro energia, fino alle difficoltà di accesso al credito. Tra le proposte avanzate figura la riduzione dell’aliquota Irpef intermedia dal 35% al 33% per i redditi fino a 60 mila euro, con l’obiettivo di sostenere il ceto medio.
Particolare attenzione è stata dedicata al mercato del lavoro. Sangalli ha difeso il sistema contrattuale di Confcommercio, che coinvolge circa cinque milioni di lavoratori, sostenendo il principio del «salario giusto» contro il dumping contrattuale che comprime salari e tutele. La premier Meloni ha rivendicato i risultati ottenuti dal governo e ha posto l’accento sull’emergenza demografica, definita una delle principali sfide per il futuro del welfare. Ha inoltre ribadito la volontà di proseguire sulla strada della riforma fiscale e di promuovere un’alleanza con le parti sociali per favorire occupazione e salari di qualità.
Tra le altre preoccupazioni evidenziate da Confcommercio figura la chiusura di oltre 156 mila attività commerciali negli ultimi tredici anni, fenomeno aggravato dalla riduzione della popolazione giovanile e dai cambiamenti nelle città. Sul fronte energetico, l’associazione considera prioritario abbassare i costi dell’energia e guarda con favore al ritorno del nucleare. Infine, Sangalli ha chiesto che il riassetto del sistema bancario garantisca una presenza capillare sul territorio, assicurando credito e servizi alle imprese.
