L’estate rovente si è appena conclusa, ma il clima globale si prepara a vivere nuove stagioni da record. L’autunno in arrivo e il successivo inverno si preannunciano insolitamente miti, spinti dalla morsa del «Super El Niño». Il fenomeno di riscaldamento periodico delle acque del Pacifico sta raggiungendo un’intensità senza precedenti, guadagnandosi l’appellativo di «El Niño Godzilla». A confermare l’allarme sono l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, la Noaa e il programma europeo Copernicus. Nel Pacifico orientale sono già state registrate anomalie termiche superficiali superiori ai 3 °C, con picchi sottocosta oltre i 10 °C sopra la norma. Secondo il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), nel 96% dei modelli previsionali si tratterà dell’evento più intenso mai osservato. Il picco delle temperature oceaniche è previsto per novembre, con effetti destinati a prolungarsi almeno fino a febbraio 2027.
Cosa attende l’Europa e, in particolare, l’Italia? Il Consorzio Lamma-Cnr e Copernicus prevedono un autunno con temperature stagionali elevate su gran parte del continente. Questo non esclude brevi parentesi più fresche, ma la tendenza di fondo resta segnata da un caldo fuori stagione. Per l’inverno il quadro si fa più complesso. Se l’Europa andrà incontro a un clima mite, sull’Italia pesa la posizione geografica di transizione, che rende incerte le stime sulle precipitazioni. Un mare insolitamente caldo non genera automaticamente nubifragi, ma in presenza di forte instabilità atmosferica e venti umidi, il calore accumulato dall’acqua rischia di amplificare l’intensità dei fenomeni estremi. L’Italia si avvia così a vivere mesi decisamente più caldi della media, sospesa tra il rischio di siccità prolungata ed eventi meteo intensi
