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Cisgiordania, l’Idf apre il fuoco su un volo civile diretto a Tel Aviv

Cisgiordania, l’Idf apre il fuoco su un volo civile diretto a Tel Aviv

L’esercito israeliano ha rischiato di abbattere per errore un aereo civile nei cieli della Cisgiordania. L’incidente sfiorato è avvenuto ieri sera nella zona di Beit El, insediamento israeliano fondato negli anni Settanta nella regione di Binyamin, a nord di Gerusalemme e a est di Ramallah. A riferirlo è il quotidiano israeliano Times of Israel, secondo cui alcuni coloni avrebbero segnalato all’esercito la presenza di velivoli a bassa quota, temendo un attacco con droni.

Dopo l’allarme, un’unità militare è stata inviata nell’area e i soldati, convinti di aver individuato un drone carico di esplosivo, hanno aperto il fuoco senza però colpire il bersaglio. Solo nelle ore successive è emerso che i velivoli avvistati erano in realtà aerei civili diretti all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

Secondo le prime ricostruzioni, proprio nella giornata di ieri le autorità avevano modificato temporaneamente le rotte di avvicinamento allo scalo israeliano, spostandole più a est per ragioni di sicurezza. La variazione aveva costretto gli aerei di linea – quasi tutti israeliani, dato che molte compagnie internazionali hanno sospeso i collegamenti con Tel Aviv – a sorvolare la zona di Beit El a circa 1.500 metri di quota. Il cambio di rotta sarebbe stato comunicato ai militari poco prima dell’episodio e non tutte le squadre operative sul territorio sarebbero state informate in tempo.

L’Idf sta verificando anche una seconda ipotesi: nella stessa fascia oraria potrebbe aver sorvolato l’area un drone della polizia israeliana, scambiato dai residenti per una minaccia reale e all’origine dell’allarme lanciato ai soldati.

L’episodio ha provocato forte preoccupazione tra i responsabili della sicurezza aeroportuale israeliana, soprattutto in un momento già delicato per il traffico aereo sul Paese. Proprio ieri diverse compagnie internazionali avrebbero chiesto ufficialmente lo spostamento dei velivoli militari statunitensi presenti nell’area, ritenuti potenziali obiettivi sensibili, come condizione per riprendere i voli verso Tel Aviv. Washington ha fatto sapere che, in caso di accordo con l’Iran, gli aerei americani verranno trasferiti altrove.