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Chat Control, l’Eurocamera frena: sì al monitoraggio. WhatsApp e Signal restano cifrate

La normativa rappresenta una deroga temporanea alla direttiva “ePrivacy”, che tutela la segretezza della corrispondenza elettronica

Chat Control, l’Eurocamera frena: sì al monitoraggio. WhatsApp e Signal restano cifrate

La tutela dei minori e il diritto alla privacy rimangono al centro di un duro scontro istituzionale a Bruxelles. Giovedì 9 luglio, il Parlamento europeo ha votato il controverso provvedimento ribattezzato dai critici “Chat Control” (formalmente Chat Control 1.0), una norma che concede alle piattaforme digitali la facoltà di analizzare volontariamente le comunicazioni private per individuare materiale legato agli abusi sessuali sui minori e tentativi di adescamento.

L’Eurocamera ha modificato il testo del Consiglio dell’Ue, introducendo uno scudo fondamentale: sono state escluse dal monitoraggio tutte le comunicazioni protette da crittografia end-to-end, salvando di fatto la riservatezza delle chat di servizi diffusi come WhatsApp e Signal. Il tentativo di respingere in toto la posizione del Consiglio ha raccolto 314 voti favorevoli e 276 contrari, mancando i 360 voti necessari in seconda lettura, ma gli emendamenti a difesa della cifratura hanno ottenuto la maggioranza assoluta.

La normativa rappresenta una deroga temporanea alla direttiva “ePrivacy”, che tutela la segretezza della corrispondenza elettronica. Dal 2021, questa eccezione permette ai provider di scansionare i messaggi tramite algoritmi: dai sistemi più precisi, che cercano “impronte digitali” (hash) di file illegali già noti, fino ai software probabilistici e predittivi, più inclini a falsi positivi poiché progettati per intercettare nuovi abusi o pattern testuali di adescamento.

La decisione del Parlamento ha spaccato i fronti politici. Dal Ppe criticano l’asse tra Verdi ed estrema destra per i ritardi che gli emendamenti comporteranno, mentre le delegazioni italiane di FdI, Lega e M5s hanno difeso il voto in nome dello Stato di diritto. Per i cittadini non cambia ancora nulla: il Consiglio dell’Ue ha tre mesi per accettare le modifiche o aprire una fase di conciliazione. Se l’accordo dovesse saltare, l’intera proposta decadrà.