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Ceuta, sale a 67 il bilancio delle vittime: Sanchez chiede il vertice Ue. L’Italia non ci sta

La dimensione del dramma ha provocato una immediata reazione a catena sul piano diplomatico, spaccando il fronte dei governi europei sulle contromisure da adottare

Ceuta, sale a 67 il bilancio delle vittime: Sanchez chiede il vertice Ue. L’Italia non ci sta
(foto Ansa)

Continua ad aggravarsi il bilancio della gravissima crisi migratoria esplosa al confine tra l’enclave spagnola di Ceuta e il territorio marocchino. Secondo quanto confermato ufficialmente dal governo di Madrid nella mattinata di oggi, sabato 1° agosto, il numero delle vittime accertate è salito a 67 morti, trasformando l’evento in una delle più gravi tragedie mai registrate lungo la frontiera esterna meridionale dell’Unione Europea.

La dimensione del dramma ha provocato una immediata reazione a catena sul piano diplomatico, spaccando il fronte dei governi europei sulle contromisure da adottare.

Sanchez convoca d’urgenza i Ministri dell’Interno Ue

Di fronte all’escalation, il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera formale al presidente del Consiglio Europeo António Costa, alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e alla presidenza di turno irlandese guidata da Micheál Martin.

Sanchez ha espresso «seria preoccupazione» per le reazioni e le decisioni unilaterali adottate da alcuni governi europei all’indomani dei fatti di Ceuta, chiedendo la convocazione d’urgenza di una videoconferenza straordinaria tra tutti i ministri dell’Interno dell’Unione per gestire la crisi umanitaria e politica.

L’asse Italia-Danimarca e la lettera dei 22 Paesi

A stretto giro è arrivata la risposta politica di un ampio blocco di Stati membri. Italia e Danimarca si sono fatte promotrici di un’iniziativa diplomatica congiunta, indirizzata sempre ai vertici delle istituzioni europee (Costa, von der Leyen e Martin), raccogliendo la firma di ben 22 Capi di Stato e di Governo.

Tra i firmatari della lettera, tuttavia, non figurano la Spagna e la Francia, a conferma delle forti tensioni sulla gestione delle frontiere.

Nel documento, i 22 Paesi sottolineano la necessità improcrastinabile di:

  • Prevenire attraversamenti irregolari e incontrollati ai confini dell’Unione;
  • Contrastare con fermezza le reti criminali dei trafficanti di esseri umani;
  • Eliminare ogni fattore d’attrazione (pull factor) che possa incentivare nuovi ingressi illegali;
  • Garantire una risposta europea unitaria, incentrata sulla sicurezza e sul controllo dei confini esterni.

Anche il blocco dei 22 ha richiesto la convocazione immediata del vertice straordinario dei ministri dell’Interno, ponendo però al centro del confronto la linea del rigore e il ripristino della legalità ai confini dell’Unione.