L’intensificarsi del flusso migratorio lungo la frontiera tra Marocco e Spagna sta spingendo le istituzioni della città autonoma di Ceuta a sollecitare l’intervento diretto del governo centrale: la presidenza dell’enclave affacciata sullo stretto di Gibilterra ha infatti richiesto a Madrid la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e l’impiego delle forze armate. Nelle ultime giornate le immagini riprese sulla spiaggia di Tarajal hanno documentato l’ingresso di folle di persone intente a superare i frangiflutti per poi risalire le spiagge e le arterie stradali cittadine: le rilevazioni delle autorità locali indicano l’arrivo di 1500 persone in una sola settimana, composte in prevalenza da giovani uomini ma con la presenza anche di nuclei familiari con donne e bambini.
La portata degli ingressi evoca lo scenario della crisi verificatasi nel maggio 2021, quando oltre 8mila persone varcarono il confine nell’arco di quarantotto ore. Il presidente del governo regionale di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha motivato la richiesta di un contingente militare e del potenziamento delle forze di polizia con l’esigenza di tutelare l’inviolabilità della frontiera e la sicurezza della popolazione, rilasciando la seguente dichiarazione: «Siamo in una situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale: entrano circa 300 persone al giorno e il ritmo continua ad aumentare. Se non si interviene con decisione, fra un mese ci troveremo nella situazione del maggio 2021». Vivas ha inoltre precisato come il volume dei nuovi arrivi corrisponda a quasi il 2% dell’intera popolazione locale, segnalando la presenza di circa 700 minori non accompagnati presi in carico dalle strutture della città autonoma e l’ulteriore presenza di oltre 1000 persone in attesa di collocamento all’interno del Centro di permanenza temporanea, la cui capacità ordinaria si attesta sui 500 posti.
A seguito del sollecito delle autorità regionali, il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha programmato un sopralluogo d’urgenza nella città autonoma per la giornata di venerdì: attraverso una nota ufficiale, il ministero ha tuttavia precisato come il quadro normativo vigente sulla Protezione civile non consenta di dichiarare l’emergenza nazionale per le dinamiche migratorie, limitando tale istituto alle calamità naturali o ai rischi di natura tecnologica. L’esecutivo centrale ha contestualmente confermato l’operatività del canale di cooperazione con Rabat, evidenziando come le forze di sicurezza marocchine stiano attuando un monitoraggio costante sul territorio per intercettare i migranti prima dell’ingresso nelle acque territoriali spagnole.
