Nel giorno in cui Mario Roggero entra nel carcere di Bollate, arriva il dietrofront del ministro Carlo Nordio sull’istruttoria annunciata. «Si esclude che sia stato ancora compiuto alcun atto in merito alla procedura di grazia», precisa il ministero della Giustizia. Una frenata che si potrebbe spiegare con il richiamo ampiamente motivato dal Quirinale e con le interlocuzioni proseguite anche ieri tra via Arenula e il Colle. Nessuno scontro istituzionale – è la versione ufficiale – anche se l’irritazione maturata nelle ultime 24 ore resta e lascia strascichi.
La premier
Giorgia Meloni non interviene direttamente sul provvedimento di grazia, ma sceglie di presidiare «da fuori» il tema giustizia. Lo evoca parlando dei risarcimenti: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto». In un post sui social la premier rilancia la sfida contro chi delinque che «non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque» e nemmeno «possono farlo i suoi familiari». Di recente il governo ne ha fatto una battaglia inserendo «questa regola di puro buon senso» nell’ultimo disegno di legge sulla sicurezza. E taglia corto: «Basta paradossi».
La norma però non vale per Roggero, condannato dai giudici alle provvisionali stimate in 480 mila euro, visto che la legge non ha effetto retroattivo. Dai piani alti del governo raccontano di una squadra coesa e vicina a Nordio, come conferma anche la petizione pro grazia lanciata dai capigruppo parlamentari di maggioranza e che ha già raccolto decine di adesioni.
Il sostegno
Pieno sostegno e «su ogni fronte» viene ribadito dalla Lega, da sempre al fianco del commerciante e con Matteo Salvini primo a esporsi sull’atto di clemenza. Oggi sarà davanti al carcere di Bollate insieme ai giovani leghisti. Ma il partito va oltre e valuta di candidare Roggero «qualora ne ricorrano i presupposti normativi». Fonti leghiste, però, non nascondono che la disponibilità si infrange contro la legge Severino. Ma se Roberto Vannacci esclude apertamente la candidatura («Lasciamo alla sinistra queste pratiche» alludendo al caso di Ilaria Salis candidata da Avs), il gioielliere la respinge: «Adesso l’ultima cosa è candidarmi». Le opposizioni fanno scudo a Mattarella. «È evidente che la destra di Meloni, per mano di Nordio, ha cercato di dare un colpo alle prerogative del Colle per motivi di propaganda», osserva Riccardo Magi di +Europa. L’europarlamentare del Pd Matteo Ricci: «La destra insiste sul caso Roggero per distrarre i cittadini».
