Archiviata la fase di tregua che aveva coinvolto autotrasportatori, agricoltori e pescatori, il fronte delle proteste torna a scaldarsi intorno al caro carburante, mobilitando tassisti e operatori Ncc in una serie di presidi e assemblee territoriali. Sebbene al momento non si registrino blocchi stradali o interruzioni definitive del servizio pubblico, le organizzazioni di categoria non escludono affatto che la protesta possa degenerare in uno sciopero generale.
La giornata odierna vede protagoniste sigle come It Taxi, Uritaxi e Unicoop, impegnate in un presidio di fronte alla sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), rafforzate dalla partecipazione degli Ncc di Unitrav. La mobilitazione troverà ulteriore sviluppo domani con il confluire di numerose rappresentanze sindacali dei tassisti a Firenze per una grande assemblea nazionale di categoria.
Parallelamente, il quadro istituzionale registra importanti novità sul fronte europeo e nazionale. L’Italia ha formalmente richiesto alla Commissione Europea di estendere gli aiuti mirati della Politica Agricola Comune (Pac) anche ai rincari dei carburanti. La proposta, condivisa da Roma con Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia, verrà illustrata nel dettaglio durante il Consiglio Agrifish. La misura punta a estendere gli interventi eccezionali e temporanei del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) per coprire l’aumento dei costi energetici e di trazione sostenuti dagli agricoltori.
Sul fronte interno, martedì si terrà al Mit il nuovo tavolo di confronto con i rappresentanti dell’autotrasporto, presieduto dal ministro Matteo Salvini e dal vice Edoardo Rixi. Chiusa la fase degli interventi d’emergenza – che la scorsa settimana hanno sbloccato uno stanziamento governativo di 105 milioni di euro –, l’incontro servirà ad affrontare le questioni strutturali del settore, avviando i lavori del tavolo permanente istituito lo scorso 8 ottobre per definire le politiche di logistica e trasporto.
Per quanto riguarda i tassisti e gli Ncc, le rivendicazioni convergono su una richiesta prioritaria già formalizzata in una lettera inviata al governo nel mese di settembre: il ripristino del credito d’imposta. Come sottolinea Carlo di Alessandro di Federtaxi Cisal, il beneficio «anno dopo anno si è ridotto ai minimi», pur rappresentando una leva fondamentale per ammortizzare costi di gestione che, dall’inizio della crisi, hanno subito un rincaro stimato tra il 25% e il 30%. Tra le opzioni sul tavolo figurano inoltre l’estensione del gasolio professionale e la creazione di un fondo di compensazione straordinario, a conferma della forte determinazione della base sindacale nel rivendicare tutele economiche stabili nel medio periodo.
