Summit al ministero delle Imprese martedì sui prezzi dei carburanti. Il ministro Adolfo Urso ha convocato Api-Ip, Eni, Q8 e Tamoil per fare il punto sull’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e dei carburanti «a seguito del Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran e del conseguente riavvio dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz», spiega lo stesso Urso, che aveva già visto le compagnie il 9 aprile scorso per cercare di evitare fenomeni speculativi alla pompa dopo i ribassi del greggio e richiedendo, quindi, un adeguamento dei prezzi tempestivo.
Le associazioni dei consumatori, però, si dividono sulla decisione di Urso. Per l’Unc «era ora» che convocasse le compagnie con i prezzi che scendono a rilento, mentre per il Codacons la convocazione è del «tutto inutile». Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, fa notare che dopo «ben 18 giorni consecutivi di cali» dei prezzi a oggi, il gasolio in autostrada in modalità self service è diminuito di meno del 6%, (-5,66%), con un risparmio di meno di 12 centesimi al litro (11,9), neanche un centesimo al giorno, in media 0,66 cent, mentre il petrolio è sceso ed è addirittura tornato ai valori precrisi di febbraio. Il Codacons dal canto suo sottolinea che la convocazione «non porterà alcun beneficio ai cittadini», puntando il dito sulla doppia velocità dei listini alla pompa.
Da inizio giugno le quotazioni del petrolio hanno registrato un crollo verticale del 24%, ma nello stesso periodo il prezzo medio del gasolio è sceso solo del 5%, mentre la benzina si è diminuita del 6,3%, spiega l’associazione. «È evidente lo squilibrio che in questa fase sta interessando i listini dei carburanti, che come al solito salgono a velocità della luce quando aumenta il greggio, ma scendono troppo lentamente quando le quotazioni del petrolio calano», denuncia il Codacons, sollecitando quindi «misure urgenti contro la doppia velocità dei carburanti» invece di convocare le compagnie. Volgendo lo sguardo allo scenario internazionale e quindi a come potrebbero muoversi le quotazioni del greggio nei prossimi giorni, i segnali che provengono da Hormuz non sono incoraggianti. Ieri, infatti, nello Stretto è stata colpita una nave cisterna carica di petrolio qatariota, spingendo le autorità navali a innalzare il livello di minaccia a «sostanziale» in seguito agli ultimi attacchi contro navi mercantili.
Venerdì a New York il petrolio ha chiuso in calo del 3,74% a 69,23 dollari al barile. Nel frattempo sul sito del Mimit è stato pubblicato il decreto che introduce una misura già apprezzata dai consumatori nel 2024, a sostegno dell’industria italiana di distribuzione e componentistica del Gpl e metano, con l’obiettivo di far riprendere il mercato delle installazioni di impianti a gas su veicoli già circolanti. Il provvedimento prevede una dotazione complessiva nel quinquennio 2026-2030 di 21 milioni di euro e riguarda la conversione di veicoli già circolanti delle classi da Euro 3 a Euro 6 anche intestati a persone giuridiche. «È stato appena pubblicato il tanto atteso decreto sugli incentivi al retrofit a gas delle auto già circolanti, finalizzato al sostegno di un mercato che dal 2012 al 2025 è calato dell’82%», fa sapere Assogasliquidi-Federchimica.
Il provvedimento «permette di raggiungere diversi obiettivi: garantire a persone e famiglie che non possono permettersi l’acquisto di una nuova auto di continuare a muoversi e circolare in città, risparmiando sui consumi; sostenere le imprese italiane della componentistica e della distribuzione di gas per autotrazione e favorire la crescita di tutto l’indotto rappresentato dalle officine di trasformazione», spiega il presidente di Assogasliquidi-Federchimica Matteo Cimenti.
