Alta tensione nell’area dei Campi Flegrei dopo lo sciame sismico iniziato il 31 luglio, culminato nella forte scossa di magnitudo 4.7. Il presidente dell’Ingv, Fabio Florindo, ha espresso la sua vicinanza alla popolazione, comprensibilmente allarmata da quello che risulta essere l’evento più energetico finora registrato durante l’attuale fase di bradisismo.
Florindo, dopo aver riunito l’Unità di crisi dell’istituto, ha chiarito che, sebbene la scossa testimoni la capacità del processo di deformazione del suolo di produrre terremoti rilevanti, un singolo evento non basta a indicare un cambio di stato del sistema vulcanico. «Le valutazioni scientifiche — ha spiegato — si basano sull’analisi integrata dell’intera rete: sismicità, deformazioni ed emissioni di gas. È l’evoluzione complessiva a dire se vi siano variazioni significative».
La Sala operativa dell’Osservatorio Vesuviano rimane in attività h24, garantendo un flusso di dati costante alla Protezione Civile e alle istituzioni. Nelle prossime ore lo sciame potrebbe proseguire con altre scosse, l’entità delle quali non è prevedibile con certezza. Proprio per questo, la sorveglianza continua resta indispensabile per cogliere ogni minimo cambiamento. Il presidente dell’Ingv ha infine ringraziato ricercatori e tecnici per il loro professionale e prezioso servizio al Paese.
