Si è aperta a Washington la prima riunione del “Board of Peace” per Gaza. L’organismo presieduto dal presidente statunitense Donald Trump vuole monitorare l’attuazione del piano di pace in 20 punti firmato a Sharm El Sheik lo scorso ottobre e coordinare i progetti di investimento e ricostruzione della Striscia di Gaza.
L’Italia partecipa come osservatrice con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, su delega della premier Giorgia Meloni. Tajani, arrivato negli Stati Uniti, ha ribadito che l’Italia «lavora esclusivamente per la pace» e presenterà un proprio piano finanziario per contribuire alla stabilizzazione e alla ricostruzione del territorio.
Alla riunione prendono parte anche Germania, Regno Unito, Norvegia e altri Paesi europei come osservatori, oltre al capo del comitato tecnocratico palestinese Ali Sha’at e al mediatore designato, il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov, già coordinatore speciale Onu per il processo di pace in Medio Oriente.
Mladenov, in un messaggio per il Ramadan, ha auspicato che il mese sacro sia occasione di riflessione e rinnovata speranza di pace e dignità. Egitto e Giordania si aspettano che il Board favorisca un percorso politico credibile verso uno Stato palestinese indipendente sui confini del 4 giugno 1967, con capitale Gerusalemme Est, ritenuto l’unico modo per garantire stabilità regionale. È stata inoltre ribadita la necessità di attuare le fasi successive del piano statunitense, dispiegare una forza internazionale di stabilità e assicurare il flusso continuo di aiuti umanitari.
In Medio Oriente
Intanto, il contesto in Medio Oriente resta altamente instabile: le forze di difesa israeliane hanno condotto raid contro infrastrutture di Hezbollah nel sud del Libano. In Cisgiordania un palestinese è stato ucciso in scontri con coloni. L’Alto Commissariato ONU per i diritti umani, Volker Türk ha espresso timori di «pulizia etnica» a Gaza e in Cisgiordania, denunciando distruzioni e trasferimenti forzati.
Sul campo militare, secondo il New York Times, la portaerei statunitense USS Gerald R. Ford sarà dispiegata al largo di Israele come deterrente contro possibili attacchi iraniani. A fine mese è attesa in Israele la visita del segretario di Stato americano Marco Rubio.
La riunione inaugurale del Board of Peace al Donald J. Trump U.S. Institute of Peace

Donald Trump ha aperto l’incontro lodando il lavoro di Marco Rubio, segretario di Stato Usa, definendolo il creatore di un team straordinario e di un edificio simbolo di collaborazione e pace. Ha sottolineato l’importanza del Consiglio, descrivendolo come «il più prestigioso mai costituito, con leader internazionali generosi e rispettati, impegnati a promuovere un futuro migliore per il Medio Oriente e il mondo». Il presidente ha evidenziato come la pace sia più conveniente della guerra e abbia citato l’accordo tra due storici avversari come esempio di risultato rapido e significativo.
La “foto di famiglia” dei leader presenti è stata accompagnata dalla canzone di Elvis Presley If I Can Dream, scelta per il suo messaggio di speranza e comprensione universale. Tra i partecipanti il primo ministro albanese Edi Rama e il presidente Milan, con riconoscimenti ai leader capaci e intelligenti a livello internazionale.
Contemporaneamente, documenti del Board of Peace indicano che l’amministrazione statunitense sta pianificando una base militare a Gaza per 5mila unità, su un’area di 1,4 km² nel sud della Striscia, comprendente torri di osservazione, bunker e poligoni di tiro. La base sarebbe destinata alla futura Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF), approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, senza truppe statunitensi sul terreno. L’area è già stata ispezionata da un consorzio internazionale e ricade sotto controllo israeliano vicino a Rafah.
L’Unione Europea, tramite la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica, ha confermato la partecipazione ai colloqui per sostenere la ricostruzione e il cessate il fuoco a Gaza, ribadendo l’impegno a una soluzione a due Stati. L’Italia e altri quattro paesi partecipano come osservatori. Šuica terrà incontri bilaterali con attori chiave per coordinare gli sforzi internazionali e garantire complementarità tra iniziative di pace e ricostruzione.










