Un controllo di polizia è stato effettuato all’alba in un hotel di Roma, dove era ospite l’eurodeputata Ilaria Salis.
L’episodio, denunciato dai leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, è stato definito dalla Questura di Roma come un «atto dovuto» scaturito da una segnalazione internazionale proveniente da un Paese europeo terzo, che non sarebbe però l’Ungheria.
Secondo quanto ricostruito, due agenti di polizia si sono presentati nella camera d’albergo dell’europarlamentare nelle prime ore del mattino.
Nonostante la tempestiva identificazione della Salis, i poliziotti avrebbero trattenuto la parlamentare per circa un’ora prima di concludere l’accertamento. «Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita», hanno dichiarato in una nota congiunta Bonelli e Fratoianni, sottolineando come l’episodio coincida con la giornata di mobilitazione nazionale indetta per oggi pomeriggio.
I leader di Avs hanno inoltre sollevato interrogativi sulla natura politica del controllo: «Il governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban».
La replica delle autorità non si è fatta attendere. Fonti della Questura di Roma hanno chiarito che l’operazione non è legata alle note vicende giudiziarie che hanno coinvolto Ilaria Salis a Budapest.
L’attività sarebbe stata originata da un inserimento nelle banche dati internazionali da parte di un altro Stato membro dell’area europea, un adempimento che, per i trattati di cooperazione vigenti, «non consente margini di discrezionalità» alle forze dell’ordine locali.
Mentre l’opposizione pretende ora chiarimenti ufficiali dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, fonti informate ribadiscono che la segnalazione non è riconducibile né alle autorità ungheresi né a questioni inerenti alla passata detenzione della Salis.
Il post sui social di Ilaria Salis: «L’Italia ormai è un regime»
«L’Italia ormai è un regime», commenta sui social l’episodio la stessa Salis, pubblicando una foto dei poliziotti nella sua stanza.
«Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere», prosegue l’eurodeputata, affermando che «viviamo già in uno stato di polizia».










