L’economia italiana non può basarsi solo sull’espansione dell’occupazione e su salari contenuti. A farlo sapere è il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all’Assiom Forex per il 32esimo congresso su commercio e finanza in corso a Venezia. «Senza un deciso aumento della produttività, lo sviluppo rischia di arrestarsi», specie alla luce delle tendenze demografiche che mostrano un invecchiamento della popolazione. I progressi del Pil degli ultimi anni, pur positivi, non colmano le carenze strutturali né garantiscono crescita duratura.
Riguardo al settore bancario, ha definito le banche italiane solide e stabili, ma ha avvertito che «l’attenzione ai rischi non deve diventare eccessiva cautela: i finanziamenti alle imprese stanno crescendo grazie agli investimenti, e il sostegno a innovazione e digitalizzazione deve diventare un driver fondamentale per la crescita».
Sul piano internazionale, Panetta ha invitato a ripensare il commercio globale, considerando irreale il ritorno agli assetti pre-crisi. «Gli accordi Ue con Mercosur e India sono positivi, e la frammentazione va evitata per non compromettere il sistema multilaterale, che ha garantito espansione e benessere». Il governatore ha anche osservato che l’impatto dei dazi si è distribuito tra più Paesi, con effetti minori sui volumi commerciali, ma con aumento della complessità delle catene del valore.
In tema di politica monetaria, ha suggerito alla Bce un approccio flessibile, ancorato al medio termine e ai dati sull’inflazione, segnalando il calo dell’1,7% di gennaio come elemento da monitorare, in particolare nei beni più esposti alla concorrenza globale.
Sul digitale e l’intelligenza artificiale, Panetta ha sottolineato che l’Italia e l’Europa devono accelerare la diffusione delle tecnologie, poiché la trasformazione tecnologica avrà un impatto profondo sulla crescita. Ha anche ricordato l’impossibilità di raggiungere l’autosufficienza europea nel breve periodo per materiali critici, largamente dipendenti dalla Cina.
Infine, ha richiamato l’attenzione sui rischi delle stablecoin per la stabilità finanziaria e la sovranità monetaria, evidenziando la necessità di un euro digitale per tutelare il ruolo della moneta pubblica, e ha sottolineato che le banche stanno già esplorando progetti di tokenizzazione dei depositi.










