Primi effetti della guerra di Iran. Stamattina si è registrato un deciso rialzo dei prezzi dei carburanti.
Il gasolio è al livello più alto dal 28 febbraio 2025. È quanto emerge dalla rilevazione di Staffetta Quotidiana che precisa tuttavia che «è solo l’inizio»: gli aumenti non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere di questa mattina dopo l’attacco all’Iran, quindi «gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani».
In particolare, il diesel self service è a 1,728 euro/litro (+8 millesimi) e il diesel servito a 1,865 euro/litro (+7).
Staffetta Quotidiana ricorda che il Brent è balzato del 10% superando gli 80 dollari al barile negli scambi infragiornalieri (l’ultima chiusura sopra gli 80 dollari risale al luglio 2024) mentre a a preoccupare è anche il gas, con il Ttf schizzato del 30% negli scambi infragiornalieri.
In particolare, stando alla consueta rilevazione, IP ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.
Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,673 euro/litro (+3 millesimi, compagnie 1,682, pompe bianche 1,655), diesel self service a 1,728 euro/litro (+8, compagnie 1,738, pompe bianche 1,706). Benzina servito a 1,813 euro/litro (+3, compagnie 1,860, pompe bianche 1,725), diesel servito a 1,865 euro/litro (+7, compagnie 1,913, pompe bianche 1,774). Gpl servito a 0,690 euro/litro (+1, compagnie 0,701, pompe bianche 0,678), metano servito a 1,404 euro/kg (invariato, compagnie 1,415, pompe bianche 1,394), Gnl 1,232 euro/kg (-1, compagnie 1,239 euro/kg, pompe bianche 1,227 euro/kg).
Questi sono invece i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,778 euro/litro (servito 2,038), gasolio self service 1,829 euro/litro (servito 2,088), Gpl 0,829 euro/litro, metano 1,464 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.
Le ricadute sulle bollette
L’attacco di Usa e Israele all’Iran rischia di avere anche ripercussioni pesanti sulle tasche degli italiani e di determinare una nuova stangata per le famiglie. Lo afferma il Codacons, che segnala come le quotazioni di petrolio e gas siano già schizzate al rialzo, con i primi effetti sui listini dei carburanti e conseguenze che a breve potrebbero estendersi anche a bollette e prezzi dei prodotti trasportati.
Rispetto alle quotazioni del 27 febbraio scorso, pari a circa 72 dollari al barile, oggi il Brent viaggia attorno ai 79 dollari, con un repentino aumento del +9,7%, analizza il Codacons. Ma oltre alle tensioni che iniziano a farsi sentire sui nostri listini dei carburanti, «i pericoli riguardano anche le bollette energetiche degli italiani» avverte il Codacons. E sottolinea che le quotazioni dell’indice Ttf segnano infatti un rialzo del 25% a 39,85 euro al megawattora, raggiungendo i livelli massimi da febbraio 2025.
«Un andamento che potrebbe presto essere trasferito sulle tariffe praticate in bolletta a famiglie e imprese, con un incremento generalizzato della spesa sia per il gas che per l’energia elettrica, in un momento in cui i consumi sono ancora elevati».
Allarme infine anche per i prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti: la guerra in Medio Oriente ha bloccato infatti il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il transito di numerose materie prime, con una conseguente crisi della logistica e un aumento dei costi a livello globale che rischia di essere trasferito sui consumatori attraverso i prezzi al dettaglio dei prodotti trasportati.









