Il più giovane campione del mondo piloti della storia della Formula 1 è italiano, ha 20 anni e si chiama Kimi Antonelli: il giorno del suo primo gran premio F1 a 18 anni non aveva neanche la patente, ora ha già lo sguardo sveglio e affilato di un ragazzo che sa di poter diventare il più grande pilota italiano di tutta la storia.
Lui, cresciuto in mezzo ai motori nel Bolognese con il papà, già ex pilota di superturismo, messo in una monoposto di un kart a 5 anni, che ha risalito a tempo di record la china della gavetta dei campionati giovanili, adesso davanti ha una vita di successi e ha già regalato all’Italia qualcosa che mancava da ben 73 anni, quando le auto avevano un’altra forma (oltre che altre velocità) e le poche immagini che abbiamo sono sbiadite in bianco e nero e girate con la pellicola: Ascari nel 1953.
E il talento lo ha dimostrato con la testa anche nel giorno più difficile, interpretando la gara con la sua decisione chirurgica: aggressivo sì, ma senza tentare mai di mettersi nei guai. Controlla perché vuole il podio per festeggiare con stile e riesce a farlo regalando una fotografia pazzesca: sul podio da terzo dietro a due maestri come Verstappen e Hamilton, da cui eredita grandezza: sommati sul podio si vedono quindi 12 titoli mondiali di tutta la storia di questa epoca. La festa arriva grazie a 9 vittorie, 7 pole position e 16 podi.
Questo giovane campione italiano è già diventato la nuova speranza dello sport italiano a cui aggrapparsi dopo l’esplosione di Sinner: il sogno per l’orgoglio italiano e per tutti i tifosi Ferrari è sicuramente quello di vedere presto quel giorno in cui sarà vestito di rosso.
Kimi intanto si avvolge nella bandiera italiana, bacia il muso della sua mercedes, ancora lacrime: un’emozione esagerata, da raccontare.
