È emergenza sanitaria drammatica nella Repubblica Democratica del Congo, dove la nuova epidemia di Ebola ha superato la quota tragica dei 2mila decessi, confermandosi come la più rapida mai documentata nella storia della malattia.
Secondo il bilancio aggiornato diffuso dalle autorità governative nella notte tra lunedì e martedì, si contano complessivamente 4.381 casi confermati e 2.011 morti. Attualmente, 704 pazienti contagiati si trovano ricoverati in stato di rigido isolamento nelle strutture sanitarie del Paese.
Dichiarata ufficialmente dalle istituzioni sanitarie solo il 15 maggio scorso, l’epidemia presenta tratti di estrema pericolosità rispetto alle precedenti. Il contagio è infatti sostenuto dal Ceppo Bundibugyo, una variante rara del virus per la quale non esistono al momento vaccini approvati né trattamenti terapeutici specifici validati.
A complicare la gestione del contenimento è intervenuta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sostenendo che la circolazione del patogeno sarebbe iniziata già nel mese di febbraio, ben prima dell’individuazione ufficiale avvenuta in una delle aree più isolate, instabili e vulnerabili della nazione africana.
