Si fa sempre più drammatico il bilancio delle vittime e della devastazione provocata dal violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha scosso la Colombia. Secondo i dati aggiornati dalle autorità sanitarie e di soccorso, i morti accertati sono saliti ad almeno 132 — con 87 decessi concentrati nelle sole città capoluogo —, mentre i feriti superano quota 570. Resta altissima la tensione per la sorte di oltre 2.700 persone tuttora segnalate come disperse sui portali e sui registri d’emergenza attivati dai cittadini e dai comitati di soccorso.
La situazione medica è al punto di rottura: a Cali, uno dei centri più colpiti dal sisma, i presidi ospedalieri hanno dichiarato l’allerta rossa dopo aver raggiunto il 100% della capacità recettiva, faticando a gestire il continuo afflusso di feriti.
Tensione sociale, coprifuoco e l’aggressione al sindaco di Cali
Per contrastare il rischio di sciacallaggio e garantire la viabilità ai mezzi d’emergenza, i primi cittadini di Cali, Alejandro Eder, e di Pereira, Mauricio Salazar, hanno disposto con urgenza il coprifuoco straordinario nelle rispettive municipalità. A Pereira, inoltre, l’amministrazione ha decretato la chiusura delle scuole a tempo indeterminato a causa dei gravi danni strutturali riportati da diversi edifici scolastici.
Il clima di disperazione e rabbia diffuso tra la popolazione è sfociato in episodi di violenza. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, è stato aggredito mentre coordinava le prime fasi dei soccorsi lungo le strade cittadine: contestato da un gruppo di residenti, il primo cittadino è stato prontamente scortato dalle forze dell’ordine ma è stato raggiunto alla testa da un sasso lanciato dalla folla. Gli inquirenti stanno attualmente esaminando i filmati della videosorveglianza per identificare i responsabili del gesto.
Di fronte alla gravità della catastrofe, si è messa in moto la macchina degli aiuti internazionali. Gli Stati Uniti hanno ufficializzato uno stanziamento d’urgenza pari a 15,5 milioni di dollari per sostenere la popolazione colpita e finanziare le operazioni di ricerca. Allo stesso tempo, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato l’attivazione immediata dei canali umanitari transfrontalieri per l’invio di beni di prima necessità e contingenti di supporto.
