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Alex Scwarzer nuovamente positivo all’Epo dopo alcuni controlli post gara

Il marciatore altoatesino, 41 anni, è risultato positivo all’Epo dopo aver fatto registrare un tempo da record ai campionati tedeschi

Alex Scwarzer nuovamente positivo all’Epo dopo alcuni controlli post gara
Italian Alex Schwarzer celebrates placing third in the 50km Walk at the 10th IAAF World Championships in Athletics, Helsinki, Finland, Friday 12 August 2005. ANSA/FABRICE COFFRINI

A tredici anni dalla prima squalifica per doping, Alex Schwazer torna ancora una volta al centro di un caso che rischia di chiudere definitivamente la sua carriera. Il marciatore altoatesino, 41 anni, è risultato positivo all’Epo in un controllo effettuato dopo i campionati tedeschi sulla distanza della maratona di marcia, gara in cui aveva tagliato il traguardo in 3h 01’ 55”, miglior tempo italiano di sempre. La notizia è stata ufficializzata dalla Nada, l’Agenzia nazionale antidoping tedesca, che ha aperto un procedimento nei suoi confronti e disposto la sospensione cautelare dell’olimpionico azzurro.

La vicenda assume contorni ancora più pesanti perché la documentazione è stata trasmessa anche alla magistratura ordinaria: in Germania, come in Italia, il doping è infatti considerato un reato. Per Schwazer si tratta della terza accusa in carriera. La prima risale al 2012, quando l’Epo gli costò la squalifica alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Quattro anni dopo arrivò la seconda positività, al testosterone, alla base dello stop di otto anni poi contestato dall’atleta, fino all’archiviazione del 2021 da parte del Gip di Bolzano che ritenne credibile l’ipotesi di una manipolazione delle provette.

Dopo la fine della squalifica, Schwazer aveva provato a rimettersi in gioco, tornando alle gare nell’estate del 2024 e ottenendo nel 2025 risultati di alto livello fino all’exploit di Kelsterbach, che aveva rilanciato anche il tema di una possibile convocazione azzurra. Ora però quella rinascita sportiva rischia di trasformarsi nell’ennesimo crollo. Se la violazione dovesse essere confermata, per l’ex campione olimpico della 50 km di Pechino 2008 potrebbe aprirsi lo scenario più duro: la radiazione definitiva dall’attività agonistica.