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Addio a Don Antonio Mazzi: il prete della strada e fondatore di Exodus si è spento a 96 anni

Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della storia del riscatto sociale in Italia

Addio a Don Antonio Mazzi: il prete della strada e fondatore di Exodus si è spento a 96 anni
(foto Ansa)

Il mondo del volontariato, del sociale e della Chiesa italiana piangono la scomparsa di don Antonio Mazzi. Il fondatore e presidente della Fondazione Exodus si è spento oggi, 31 luglio, alle ore 17 a Milano, all’età di 96 anni. A darne l’annuncio «con profondo dolore» è stata la stessa comunità da lui creata, ricordando come il sacerdote sia stato circondato fino all’ultimo secondo dall’affetto viscerale dei suoi ragazzi e degli educatori che ne hanno condiviso la missione.

Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della storia del riscatto sociale in Italia. Per oltre quattro decenni, don Mazzi ha guidato con energia travolgente e dedizione instancabile un network di accoglienza unico nel suo genere, capace di trasformare la strada — con le sue insidie legate alla tossicodipendenza, all’emarginazione e alla devianza giovanile — in un cantiere di ripartenza e di speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie.

Una vita controcorrente al servizio degli ultimi

Nato a Verona nel 1929 e ordinato sacerdote nel 1956, don Antonio Mazzi ha incarnato per decenni la figura del prete “di frontiera”. La svolta della sua vita arriva negli anni ’80 con la nascita del Progetto Exodus, un modello pedagogico ed educativo innovativo basato sull’ascolto, sul lavoro sul campo e sul rifiuto delle logiche meramente assistenziali.

Dalle prime carovane in giro per l’Italia fino alla creazione di centri, associazioni e cooperative sparse sul territorio nazionale e internazionale — con un occhio costantemente rivolto ai Paesi più poveri del mondo —, don Mazzi ha spalancato nuove vie nell’ambito dell’educazione e del recupero, portando avanti un messaggio incrollabile di fiducia nell’essere umano.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione trasversale che unisce istituzioni, mondo della cultura e migliaia di famiglie che nelle sue comunità hanno ritrovato la vita.

«Don Antonio lascia un vuoto incolmabile — si legge nella nota ufficiale diffusa dalla Fondazione Exodus —. Tutta la comunità si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l’intera vita all’accoglienza, all’ascolto e all’educazione».